martedì 16 maggio 2017

Il grande Lebowski









Jeffrey Lebowski è il Drugo (The Dude in originale): ultraquarantenne outsider, poco cresciuto e poco integrato nella società contemporanea. Irresponsabile, forte consumatore di droghe leggere e di cocktail white russian, è l'uomo più pigro e flemmatico di Los Angeles, ma all'improvviso si trova all'interno di storie più grandi di lui per un caso di omonimia. Improvvisatosi moderno e improbabile Philip Marlowe, con il supporto del suo svitato compare ossessionato dalla guerra nel Vietnam, si dovrà districare tra strani rapimenti, riscatti, nichilisti, poliziotti nazisti, produttori porno e altre figure paradossali, prima di tornare al suo amato bowling, dove a tifare per lui ci sarà il narratore baffuto di tutte le sue storie, un cowboy che ama il Drugo, anche se dice troppe parolacce.






Dopo il folgorante Fargo, il nuovo scherzetto dei fratelli Joel e Ethan Coen è una rivisitazione psichedelica e sopra le righe del noir investigativo classico (la struttura è fondamentalmente quella de Il grande sonno di Raymond Chandler, un film che evidenzia ulteriormente il loro enorme talento. Inquadrare in un genere definito quello che è a tutti gli effetti il loro film più marcatamente comico (prima dell'attuale adesione alla vera e propria commedia), è impresa ardua e probabilmente di scarso rilievo. Paradossalmente è però l'unico loro film in cui all'interno della loro rappresentazione della "commedia umana" sia presente un eroe a tutto tondo, per quanto abbia le strambe sembianze del Drugo. E' a lui che è affidato una plausibile identificazione con lo spettatore oltre che una posizione "morale" (Leboski è ironico, distaccato, generoso e gioca con la vita senza esserne soggiogato).






Il film poggia su una sceneggiatura scoppiettante e ricca di umorismo anche se leggermente confusionaria, una regia straordinaria, delle musiche avvincenti e metonimiche e delle incredibili interpretazioni dal protagonista Jeff Bridges ad un irresistibile John Goodman, senza dimenticare Steve Buscemi e John Turturro, da sempre legati ai due fratellini dell'altra Hollywood.






I Coen, questo i loro detrattori non potranno negarlo, con questo film, si sono definitivamente ritagliati uno spazio nel nuovo cinema indipendente americano, se a qualcuno Fargo non fosse sembrato sufficiente. Il loro sguardo di divertito distacco, la loro apologia dell'assurdo, i loro luoghi e lo stesso uso di un cast che conta dei veri e propri fedeli al verbo Coen, li rendono sempre più inconfondibili. Eppure, nonostante siano universalmente ammirati per le loro doti di cineasti-filosofi, di film in film generano lo sdegno di una certa critica che ama definirli due grandi artigiani di un cinema senz'anima, tutto divertimento e citazioni (sarebbe da interrogarsi a questo proposito su quale sia la linea di demarcazione tra citazionismo vacuo e autoreferenziale e citazionismo colto e con finalità di ripensamento espressivo - se questa linea sia stata idealmente tracciata, come non inserire i Coen nella seconda schiera?).






Alla sua uscita, anche Il grande Lebowski, nonostante, o forse in virtù di questo, ottenne un ottimo consenso di pubblico (nel contesto di un prodotto che potremmo definire di semi-nicchia) fu accusato di una certa vacuità intellettualistica, tipica, si rilevava, del cinema dei Coen, un cinema dove sarebbe impossibile ridere, ma al massimo ghignare, un cinema tutto scopiazzature e eccessi grotteschi. Un punto di vista alquanto discutibile che postula automaticamente che una comicità più ricercata e caricaturale non sia divertente, e che nega un semplice fatto: il pubblico si divertì eccome nel seguire le bizzarre avventure dell'uomo più pigro del pianeta.






Siamo infatti di fronte alla pellicola più esplosiva, eccessiva e divertente del duo Joel & Ethan. Un viaggio circolare ricco di situazioni iperreali, di richiami cinefili, in adesione non acritica all'estetica post-moderna. Il film non rivisita i generi ma li usa come scheletri narrativi per l'immaginario, materiali stereotipizzati come il noir, il western, il musical, il gangster e lo sport-movie vengono centrifugati in omaggio al valore della fantasia, trasformando progressivamente il plot in un catalogo di immagini e di rimandi al cinema classico e all'immaginario culturale e musicale degli anni Sessanta.






E' vero, nel cinema dei Coen, i personaggi colpiscono per distanza emotiva ed eccesso di ironia rendendo impossibile comprendere qual è in sostanza lo sguardo dell'autore. Ma se dietro questa strategia ci fosse l'obiettivo mirato di nasconderlo, questo sguardo? Se fossero i Coen stessi a non accettare l'assurdità del reale e a preferire che la realtà e la verosimiglianza siano relegate sullo sfondo, sublimate e costrette a diventare la somma di una galleria di personaggi bizzarri? In questo criticato trionfo dello stile sulla sostanza, e nella perdurante riproposizione di questa dicotomia di origine estetica, è quindi probabilmente possibile osservare l'estrema rinuncia a rappresentare una società che di sostanza ne ha ben poca, un mondo grottesco, una realtà di celluloide dove tutti assomigliano a qualcuno, dove tutto è già sentito, dove i valori sono luoghi comuni e dove le teste sono palle da bowling.






Ed in fondo per i fratelli Coen, il protagonista di questa commedia, "Drugo" (nell'originale "the Dude") o meglio Jeffrey Lebowsky, non è che una faccia della medaglia, quella che vede nel bowling la medicina per tutti i problemi e per le difficoltà della vita; egli è il simbolo di quegli americani che vivono ancora negli anni '60, che si rifiutano di crescere e soprattutto di farsi fagocitare e corrompere dai moralismi di una società fasulla e venale - quella degli anni '90 -. Drugo, Donny e Walter - gli amici del Bowling - sono i figli disgraziati del Vietnam, conseguenze scomode e indesiderate di una guerra che in realtà nei cuori dei reduci non è mai realmente finita. Se Drugo è una delle due facce della medaglia, il sig. Jeffrey "The Big" Lebowsky è sicuramente l'altra: ricco e scorbutico uomo d'affari costretto su una sedia a rotelle, anch'egli è una vittima di un conflitto, quello in Corea, che ha intrapreso una strada diversa da quella di Drugo.






E l'omonimia su cui è incentrata questa storia "piena di input e di output" é voluta non a caso per sottolineare come i due personaggi siano simili nella loro diversità: sono entrambi ancora visibilmente segnati dalla guerra ma hanno reagito diversamente, quindi lo scontro tra i due è inevitabile; mentre Drugo ha preferito la via degli "sbandati" e combattuto la sua rivoluzione sociale, il sig. Lebowsky ha preferito scalare la società, convinto che questo avrebbe legittimato il suo sforzo impiegato durante la guerra. Ma andiamo con ordine...






A causa di questa famigerata omonimia, Drugo si ritrova il tappeto urinato dagli scagnozzi di un creditore, tale Jackie Treehorn produttore di lungometraggi porno "dalla trama alquanto scadente", venuti a riscuotere il denaro per conto del capo. Su consiglio/costrizione dell'agguerrito e bellicoso Walter, decide di recriminare la vicenda al vero sig. Lebowsky. Drugo vuole solo riavere indietro quel suo tappeto, non perché avesse un inestimabile valore, ma tanto perché "dava un tono all'ambiente" di casa. Ma la vita è come una lunga strada da percorrere e come in tutte le lunghe strade capita di prendere delle buche, così basta un niente, un "piccolo" imprevisto, che una giornata ti va storta e ti cambia tutto: la tranquilla esistenza di Drugo, fatta di irrinunciabili partite di Bowling con gli amici, flebo di White Russian, spinelli e qualche trip di acidi occasionale, sarebbe stata di lì a poco stravolta, catapultandolo tra improbabili inseguimenti in macchina, falsi rapimenti, sparatorie con bande di criminali nichilisti senza scrupoli, intriganti incontri amorosi, ma anche spiacevoli perdite, tutto questo condito da originalissimi e colorati intermezzi onirici - per non dire trip mentali -, delle vere e proprie clip musicali che intonano straordinariamente con l'atmosfera del film.






Sensazionale interpretazione di Jeff Bridges nei panni di un ineffabile e sornione Drugo, straripante John Goodman nel ruolo dell'irascibile e polemico Walter Sobchak, per non parlare di Steve Buscemi che sembra plasmato apposta per la parte dell'imperturbabile Donny. Da apprezzare anche Julianne Moore (Maude Lebowski) ancora non così "diva", David Huddleston (The Big Lebowsky), John Turturro (Jesus Quintana) e Philip Seymour Hoffman (Brandt) ormai noto per altre eccellenti pellicole come Magnolia, Ritorno a Could Mountain e molte altre.
Colonna sonora azzeccata e un po' nostalgica, sfodera pietre miliari della musica contemporanea, da Bob Dylan - The Man In Me - a una versione inedita di Hotel California eseguita dai Gypsy Kings e altri grandi pezzi tra rock, blues, country e jazz in un viaggio che ci fa volare lontano nel tempo, dagli anni '50 agli '80 passando per i mitici ma poco apprezzati Creedence Clearwater Revival, protagonisti della scena country/blues degli anni '70.






Il film sembra in qualche modo ricalcare e omaggiare la tradizione dei divertentissimi National Lampoon's "vecchia maniera" degli anni '70, dove tipici spezzoni di vita americana vengono satirizzati con gags esilaranti, situazioni patetiche e scene davvero dissacranti. Divertente e piacevole commedia in stile noir, Il Grande Lebowsky è infatti costellato di cenni critici che, seppur edulcorati dalla sua natura comica non si spogliano della loro asprezza, lasciando spazio anche a risvolti di tipo riflessivo e talvolta polemico che contribuiscono a renderlo imperdibile e forse chissà... un CULT!






Una palla da bowling che rotola su se stessa, l’idea della circolarità, questa la struttura del film, cerchio i cui raggi convergono verso un centro, Drugo. Attorno a lui si delineano personaggi e situazioni da caleidoscopio, sequenze oniriche iperboliche, nichilisti veri o presunti. Drugo è un perdente, un perdigiorno, “ forse il più pigro di tutta la contea di Los Angeles e quindi di tutto il mondo “. Una sera si ritrova degli scagnozzi a casa che esigono denaro da Lebowski, ma lui è Drugo, non Lebowski. Classico errore d’identità che da il là alla vicenda. Il nostro potrebbe sorvolare sull’accaduto, tenersi il suo tappeto violato dall’urina di uno dei suoi assalitori, ma preferisce invece agire, cercare di riparare al torto, presentandosi presso l’uomo per il quale era stato scambiato ed esigendo da lui un tappeto nuovo. Ed è l’unica vera iniziativa di Drugo in tutto il film, forse in tutta la sua vita, la stessa che lo porterà a prender botte a destra e a manca, a ritrovarsi con l’auto sfasciata, ad essere cercato da tutti, perché tutti sembrano volere qualcosa da lui. Lo accompagnano quali co-protagonisti il duro Walter, autore di continui, ossessivi collegamenti tra il presente ed il Vietnam, e Donny, sempre fuoriluogo con le sue domande, puntualmente zittito, che alla fine resterà vittima di un infarto durante una rissa. Forse i Coen vogliono dirci che tutto sommato è meglio prendere le cose come vengono, senza affannarsi, per cosa poi, solo per un “tappeto che dava tono all’ambiente “.








                                                               Frasi

Sai, questo... questo è un caso molto, molto complicato, Maude. Un sacco di input e di output. Sai, fortunatamente io rispetto un regime di droghe piuttosto rigido per mantenere la mente, diciamo, flessibile. (Drugo)
Questo non è il Vietnam, è il bowling, ci sono delle regole! (Walter)
Seamus e il sottoscritto ve abriremo le chiappe! (Jesus Quintana)
(Rivolto a Walter) Prova a fare una delle tue estronsate de pazzo, prova a tirare fuori el ferro... io te lo estrapo de mano, te lo metto en el culo e poi premo el grilletto hasta che siento el clic! (Jesus Quintana)
Lo hai detto hermano. No se escherza con Jesus! (Jesus Quintana)
Drugo voleva solo il suo tappeto. Nessuna avidità. È che dava... un tono all'ambiente. (Drugo)
Attento perché il messaggio subliminale è fottiti, lasciami in pace e vaffanculo! (Drugo)






Mi spiace, eccome... il Drugo si dispiace. (Drugo)
Prendila come viene! (Lo Straniero)
Ho lavorato nel settore musicale per un po'. Sì, in tournée con i Metallica. Facevo il tecnico del suono. Una manica di stronzi! (Drugo)
Stai per entrare in una valle di lacrime, una valle di lacrime... (Walter)
E poi, scusa, muso giallo non mi sembra l'appellativo corretto per un cinese, asiatico è preferibile... (Walter)
Merda che è venuta a galla [...] Allora adesso sapete della merda venuta a galla, e... Quindi... (Drugo)
A volte sei tu che mangi l'orso e a volte è l'orso che mangia te. (Lo Straniero)








                                                                       Dialoghi

Signor Lebowski: Lei ha un impiego Signor Lebowski?
Drugo: Un momento, aspetti che le spieghi una cosa: IO non sono il Signor Lebowski, LEI è il Signor Lebowski. Io sono Drugo, è così che deve chiamarmi, capito? O se preferisce Drughetto oppure Drugantibus oppure Drughino, se è di quelli che mettono il diminutivo ad ogni costo...
Walter: E inoltre non dimentichiamo, non dimentichiamo, Drugo, che tenere un animale selvatico, un roditore anfibio come... (rutta) animale domestico, e per di più in città, non è affatto legale!
Drugo: Ma che cazzo fai, la guardia forestale?!
Jackie Treehorn: La gente ha dimenticato che il cervello è la più vasta zona erogena.
Drugo: Parla per te.
Jackie Treehorn: Le nuove tecnologie ci permettono di fare cose entusiasmanti nel campo del software erotico interattivo: avanguardia del futuro, Drugo! Cento per cento elettronico!






Drugo: Beh, io mi faccio ancora le seghe a mano.
Jackie Treehorn (ride): Eh, non ne dubito!
Drugo: Sai cosa diceva Lenin? "Tu cerca la persona che ne trae beneficio, e..., e... insomma..."
Donny: Obladì Obladà!
Drugo: ...insomma... avrai... Walter, capisci cosa voglio dire?
Donny: Obladì Obladà!
Walter: Quella fottuta puttanella!
Donny: Obladì Obladà!
Walter: Quella... vuoi chiudere quella boccaccia? Non Lennon, Lenin! Vladimir Ilyich Ulyanov!
Donny: Ma di che cazzo sta parlando?
Drugo: Hai portato questa specie di cane a giocare a bowling?
Walter: Come sarebbe "giocare a bowling"? Non gli ho mica affittato le scarpe, non gli offro neanche la birra! Non ha preso il tuo turno, Drugo!
Poliziotto: E nella valigetta?
Drugo: Oh, beh, documenti, solo documenti. Già, solo i miei documenti. Documenti di lavoro.






Poliziotto: Che lavoro fa?
Drugo: Sono disoccupato.
Drugo: Ma no, sono dei nichilisti, capito?
Donny: Eh?
Drugo: Continuavano a ripetermi che non credono in niente.
Walter: Nichilisti? Mi venga un colpo. Allora è meglio la dottrina nazional-socialista, Drugo. Se non altro, ha alla base l'ethos.
Lebowski: Cos'è... cos'è; che fa di un uomo un uomo, signor Lebowski?
Drugo: Drugo. Non... non lo so, signore.
Lebowski: Essere pronti a fare ciò che è più giusto. A qualunque costo. Non è questo che fa di un uomo un uomo?






Drugo: Sì, quello e un paio di testicoli.
Bunny Lebowski: Te lo succhio se mi dai mille dollari!
Brandt: [ridendo nervosamente] Ah, ah, ah... che donna meravigliosa! Andiamo pazzi per quel suo spirito libero!
Bunny Lebowski: Però Brandt non può guardare, se non mi dà un centone.
Brandt: [ridendo nervosamente] Ah, ah, ah... è meravigliosa!
Drugo: Ehhh... scusa, vado a cercare un bancomat.
Walter: Insomma, a noi basta riportare a casa la ragazza, così nessuno avrà da lamentarsi, e ci terremo il malloppo.
Drugo: Già, sembra facile, eh? Ma non mi hai detto come faremo a riportarla a casa. Dov'è?
Walter: Quella è la parte più semplice. Ci presentiamo alla consegna e me lo faccio dire a forza di botte. Eh?
Drugo: Sì. È davvero un bel piano. Walter, è un piano ingegnosissimo, sempre che io abbia capito bene. Un orologio svizzero, guarda.






Walter: Esattamente, Drugo. La sua bellezza è la sua semplicità. Quando il piano diventa troppo complesso, qualcosa finisce che va storto. Se c'è qualcosa che mi ha insegnato il Vietnam...
Donny: Stasera sembro un cannone, segna il punto Drugo.
Walter: Che schifo! E magari era un tappeto di valore... Che cosa poteva...?
Drugo: Certo, ci tenevo un sacco, dava un tono all'ambiente.
Walter: Allora era un tappeto di valore.
Donny: Cosa dava un tono all'ambiente?
Drugo: Il tappeto.Walter: Stavi ascoltando la storia di Drugo?
Donny: Cosa?
Walter: Hai sentito quello che stava dicendo Drugo?
Donny: Giocavo a bowling...
Walter: Allora non hai nessun punto di riferimento Donny, sei come un bambino che entra in un cinema...






Drugo: Walter...
Walter: ... e pretende di capire...
Drugo: Walter... Walter! Si può sapere dove vuoi arrivare?
Walter: Te lo dico subito: non c'è un motivo, non c'è proprio nessun motivo per...
Donny: Già, dove vuoi arrivare?
Drugo: Walter, qual è il punto? Guarda, lo sappiamo tutti da che parte sta la ragione e allora perché parli a vanvera?
Walter: Cosa? No, ma vaffanculo! Io non... Stiamo parlando di una aggressione immotivata...
Donny: Si può sapere di che parli?
Drugo: Del mio tappeto.
Walter: Non ti immischiare Donny, non è il tuo campo.
Drugo: Walter... Walter, non posso presentare il conto al muso giallo che mi ha pisciato sul tappeto... Si può sapere di che cazzo stai parlando?
Walter: Di che cazzo stai parlando tu? La questione qui non è il muso giallo, io parlo di una linea tracciata sulla sabbia Drugo, se qualcuno la oltrepassa tu non devi... E poi scusa, muso giallo non mi sembra l'appellativo corretto per un cinese, asiatico è preferibile.






Drugo: Walter, non stiamo parlando di uno che costruisce ferrovie, quello è uno che...
Walter: Ma porca puttana!
Drugo: Quello mi ha pisciato sul tappeto!
Donny: Ha pisciato sul suo tappeto?
Walter: Donny, non è il tuo campo... Drugo, il problema qui non è... non è il muso giallo.
Drugo: E qual'è?
Walter: Jeffrey Lebowski! L'altro Jeffrey Lebowski, il miliardario...
Drugo: Questo è estremamente interessante, interessantissimo...
Walter: Quello, quello dispone di un sacco di soldi, è evidente, e non c'è una ragione, non c'è una spiegazione al mondo, ma perché la moglie dovrebbe andare a far debiti a destra e a sinistra e quelli vengono a casa tua e ti pisciano sul tappeto, mi sbaglio?






Drugo: No.
Walter: Mi sbaglio?
Drugo: Sì, ma cosa...?
Walter: Ok, allora: quel tappeto dava davvero un tono all'ambiente no?
Drugo: Ti dico di sì.
Donny: E quello c'ha pisciato.
Walter: Donny! Ti prego...
Drugo: Sai che hai ragione? Dovrei cercare quel fottuto Lebowski, ecco...
Donny: Si chiama Lebowski? È il tuo cognome Drugo...
Drugo: È lui che dovrebbe ripagarmi il mio fottuto tappeto! La moglie lascia debiti per tutta la città e quelli pisciano sul mio tappeto?
Walter: Pisciano sul tuo bel tappeto...
Drugo: Hanno pisciato sul mio tappeto!
Walter: Esattamente Drugo... Hanno pisciato sul tuo bel tappeto






Il personaggio del Drugo è ispirato a un amico dei fratelli Coen, finanziatore del loro primo film e tra i fondatori dei Seattle Seven: Jeff "The Dude" Dowd. Il personaggio di Walter è invece ispirato al regista John Milius.
La scena in cui il Drugo trova un foglietto con il compito di scuola di un quindicenne nella sua auto rubata, si riferisce ad un fatto realmente accaduto a Pete Exline, amico dei Coen e reduce del Vietnam.
Il nome del gruppo musicale "Autobahn" è un omaggio al gruppo tedesco Kraftwerk, che nel 1974 pubblicarono un album intitolato "Autobahn".
La donna dei nichilisti è la cantautrice Aimee Mann, uno dei nichilisti è interpretato da Flea, bassista dei Red Hot Chili Peppers.






Drugo sostiene nel film di essere stato uno degli autori di una prima, più radicale, bozza della Dichiarazione di Port Huron. La Dichiarazione di Port Huron avvenne nel 1962 presso l'omonima località sul lago Huron in Michigan e costituisce un manifesto del movimento americano degli Studenti per una Società Democratica.
Dal 2002, ogni anno a Louisville (Kentuky) si svolge il Lebowski Fest, una celebrazione che ospita visioni collettive del film, concerti e raccoglie sosia dei protagonisti del film. Altre edizioni del Lebowski Fest si tengono ogni anno in diverse città degli Stati Uniti.
Dopo il 1998, sono usciti articoli e saggi che analizzano il mondo di Lebowski: nel 2009 è stato pubblicato "The Year's Tork in Lebowski Study", a cura della Indiana University Press, che consiste in una raccolta di articoli che vanno dalla corretta preparazione del White Russian al carattere zen o trotzista del personaggio.
Nelle prime sequenze del film si vedono numerose persone che giocano a bowling, tra queste persone c'è un uomo di colore piuttosto robusto che tira una boccia di colore arancione ma fa strike con una di un altro colore.









Il grande Lebowski

Titolo originale  The Big Lebowski
Paese                USA
Anno                 1998
Durata               117 minuti
Colore               colore
Audio                sonoro
Genere              commedia, thriller
Regia                 Joel Coen
Soggetto            Joel e Ethan Coen
Sceneggiatura     Joel e Ethan Coen
Produttore          Ethan Coen
Fotografia           Roger Deakins
Montaggio          Roderick Jaynes e Tricia Cooke
Musiche             Carter Burwell
Scenografia        Rick Heinrick

Interpreti e personaggi

Jeff Bridges: Jeffrey Lebowski, Drugo
John Goodman: Walter Sobchak
Steve Buscemi: Donny
David Huddleston: Jeffrey Lebowski, il magnate
Julianne Moore: Maude Lebowski
John Turturro: Jesus Quintana
Philip Seymour Hoffman: Brandt il segretario del magnate
Ben Gazzarra: Jackie Treehorn
Tara Reid: Bunny Lebowski
Sam Elliott: Il cowboy narratore
Peter Stormare: Nichilista n. 1
Flea: Nichilista n. 2
Torsten Voges: Nichilista n. 3
Aimée Mann: Donna nichilista
Jimmie Dale Gilmore: Smokey
Jon Polito: Da Fino




Il grande Lebowski 13 anni dopo







Il 16 agosto del 2011 il cast del film "Il grande Lebowski", il celebre film dei fratelli Coen diventato ormai culto, ha partecipato a un evento per festeggiare l'uscita della nuova versione in edizione limitata e in alta definizione su disco Blu-Ray del film. Insieme al protagonista Jeff Bridges c'erano Julianne Moore, John Goodman, Steve Buscemi, John Turturro e il musicista T-Bone Burnett, che ha supervisionato la colonna sonora del film uscito 13 anni fa.







L'evento, che si è svolto nella Hammerstein Ballrom di New York, è stato organizzato in concomitanza con il decimo anniversario della Lebowski Fest, a cui partecipano ogni anno decine di fan del film che si incontrano per giocare insieme a bowling, citare frasi e scene del film e comprare magliette, poster e adesivi a tema.







L'edizione limitata in Blue-Ray sarà venduta con un libretto di 28 pagine con un'intervista a Jeff Dowd, che ispirò ai fratelli Coen il personaggio di Lebowski, e con numerose foto scattate sul set. Il DVD contiene anche un gioco che sfida i partecipanti a terminare correttamente le frasi citate nel film.


















di frabel







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