lunedì 13 settembre 2010

Sam Shepard










Samuel Shepard Rogers, meglio noto come Sam Shepard (Fort Sheridan, 5 novembre 1943), m 1,85 è un commediografo, attore e scrittore statunitense considerato dai critici il vero erede del grande teatro statunitense.
La passione per il teatro, grazie alla quale ha vinto anche il Premio Pulitzer con l'opera "Il bambino sepolto" nel 1979, è la nota distintiva di Sam Shepard. Ma lo scrittore americano, oltre ad essere un drammaturgo di fama internazionale, è anche uno straordinario autore per il cinema, regista e attore convincente. La sua capacità di mediare tra cultura alta e tradizioni popolari, tra ricerca sperimentale e rigore conservatore, tra adesione all'american way of life e critica ai miti consumistici della società occidentale è stata, fin dagli esordi, una dichiarazione di stile che lo ha accompagnato durante la sua versatile carriera costantemente, adattandosi di volta in volta a diverse forme d'arte.
Già conosciuto come autore teatrale, Shepard debutta nel mondo del cinema con I giorni del cielo (1978) di Terrence Malick, interpretando un dignitoso feudatario che gli vale la nomination all'Oscar come migliore attore non protagonista.
 In seguito appare, tra gli altri, in Crimini del cuore (1986) di Bruce Beresford, dove incontra l'attrice Jessica Lange, sua futura compagna per la vita, nel poliziesco Il rapporto Pelican (1993) di Alan J. Pakula a fianco di Julia Roberts, Codice: Swordfish (2001) di Dominic Sena e nel film di guerra Black Hawk Down (2001) di Ridley Scott, dove la sua interpretazione spicca tra quelle di giovani star hollywoodiane come Josh Hartnett, Orlando Bloom, Ewan McGregor.



Partecipa a numerose produzioni televisive sia in veste di sceneggiatore che di attore. Nel campo della recitazione sceglie sempre ruoli secondari, ma di cruciale impatto drammatico per l'evoluzione della storia. Fin dai primi passi si ritrova spesso a lavorare al fianco della collega e amante Jessica Lange: da ricordare il biografico Frances (1982) che racconta la vita dell'attrice ribelle Frances Farmer, il drammatico Country (1984) in cui sono una coppia indebitata che cerca di sopravvivere malgrado le difficoltà economiche e ancora in Non bussare alla mia porta (2005) di Wim Wenders con il quale Shepard ha collaborato alla stesura della sceneggiatura.
Da non dimenticare l'esperienza dietro la macchina da presa con Far North (1988), film di cui è regista e sceneggiatore per il quale ha scelto nuovamente Jessica Lange come protagonista per raccontare le vicende di una donna in carriera di ritorno nel Minnesota al capezzale del padre.


A scorrere i titoli della filmografia d'attore di Sam Shepard, si nota come molti dei film ai quali ha preso parte sono degli autentici caapolavori della storia del cinema. Alla fine degli anni Novanta partecipa a La neve cade sui cedri di Scott Hicks, film disarmante che affronta la prigionia dei giapponesi in terra americana dopo l'attacco a Pearl Harbor, prosegue con La promessa, terzo lungometraggio di Sean Penn che confeziona un ottimo thriller ispirato al romanzo omonimo dello scrittore tedesco Dürrenmatt. Passa a tutt'altro tono con il sentimentale Le pagine della nostra vita (2004) diretto dall'americano Nick Cassavetes e affronta per due volte il genere western, con un cast al femminile in Bandidas (Penelope Cruz e Salma Hayek pistolere del West) e ne L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, presentato alla Mostra del cinema di Venezia, snobbato dalla critica (malgrado la coppa Volpi all'attore Brad Pitt) ma molto apprezzato dal pubblico.
Di indubbio valore sono le sceneggiature di film come Zabriskie Point (1970) di Antonioni e Paris, Texas del tedesco Wim Wenders, regista con il quale ha creato un sodalizio artistico durevole per la vicinanza di interessi che si rispecchiano soprattutto nella rappresentazione del paesaggio, con suggestioni che ricordano i quadri di Edward Hopper. Ambienti freddi e spazi angusti che sono simbolo della desolazione psichica dei personaggi, spesso colti in crisi esistenziale.
La filmografia di Sam Shepard è importante anche se non sempre da protagonista, e come caratterista ha dato vita di sovente a pellicole western, d'azione e anche di carattere sentimentale.
I giorni del cielo, nel 1978, di Terrence Malick è una storia di anime dannate nella cornice di una saga rurale in cui i paesaggi del Texas (trovati in Canada) sono esaltati dalla splendida fotografia di Nestor Almendros che ebbe un Oscar. Con Sam Shepard, che spicca nobile e malinconico feudatario recitano Richard Gere (vedi blog) e Brooke Adams (Terrore dallo spazio e Zona morta).
Frances(1982) di graeme Clifford è la biografia di Frances Farmer brillante attrice di cinema e teatro il cui anticonformismo la porta a essere emarginata dall'establishment americano d'anteguerra.
Ottimamente interpretato da Jessica Lange (King Kong, Il postino suona sempre due volte e Blue Sky).
Bella e suggestiva la fotografia di Laslo Kovacs.


Nel 1983 recita in Uomini veri di Philip Kaufmann che è la storia dei piloti di guerra che dal 1947 divennero i collaudatori dei nuovi jet. Buon film nazionalista corretto con i sali dell'umorismo e dell'ironia satirica.
Con Sam Shepard vi è Dennis Quaid (Salto nel buio e Qualcosa di cui sparlare), Barbara Hershey (Hannah e le sue sorelle e L'ultima tentazione di Cristo), Scott Glenn (Nashville e Il silenzio degli innocenti), Veronica Cartwright (Terrore dallo spazio profondo e Alien).
L'anno seguente è nel cast di Country e Paris, Texas di Wim Wenders, film osannato dalla critica, scritto da Sam Shepard e fotografato da Robby Muller con Harry Dean Stanton (apprezzato caratterrista, Pat Garrett e Billy the Kid e Alien) e Natassia Kinski, figlia di Klaus Kinski (Tess e Il bacio della pantera).
Follia d'amore nel 1985, di Robert Altman, torbida passione tra una inquieta bella ragazza e un cowboy, con Kim Bassinger (9 settimane e mezzo e Nessuna pietà), Randy Quaid (gli indimenticati L'ultima corvè e Fuga di mezzanotte) e Harry Dean Stanton (Cuore selvaggio e Una storia vera).



Shepard è compreso nel cast del film Crimini nel cuore (1986) di Bruce Beresford, una commedia con tre grandi attrici: Sissy Spacek (Carrie-Lo sguardo di Satana e La ragazza di Nashville), Jessica Lange e Diane Keaton (Io e Annie e Reeds). 
Nel 1989 recita in Fiori d'acciaio di Herbert Ross che la formula del far ridere fra le lacrime, con Shirley McLaine (Irma la dolce e Voglia di tenerezza), Dylan McDermott (Diario di un assassino e Nel centro del mirino), Julia Roberts (Pretty Woman e Erin Brockovic-Forte come la vertà), Tom Skeritt (alien e La zona morta), Daryl Hannah (Blade Runner e Splash-Una sirena a Manhattan).
Cuore di tuono (1992) di Michael Apted, un buon thriller ispirato a una storia vera, con Val Kilmer (vedi blog), Graham Greene (Balla coi lupi e Maverick).
Nel 1994 gira Ritrovarsi di Robert Allan Ackerrmann, una commedia sentimentale con una bella fotografia, interpretato da Susan Sarandon (Thelma & Louise e Dead Man Walking-Condannato a morte), Robert Sean Leonard (L'attimo fuggente e Molto rumore per nulla), Marcia Gay Harden (Pollock e Mystic River), Philiph Bosco (Figli di un Dio minore e Il colore del crimine) e Sean Astin (Il Signore degli anelli e Asterix e i vichinghi).
Con Good Old Boys, di Tommy Lee Jones, Sam Shepard recita in un western elegiaco sulla fine della Frontiera con lo stesso Tommy Lee Jones (vedi blog), Sissy Spacek, Frances MacDorman, formidabile interprete di Fargo e North Country-Storia di Josey), Terry Kinney (Il socio e Sleepers), Wilford Brimley (La cosa e Che fine hanno fatto i Morgan?) nel 1995 partecipa a Amori e ripicche di Peter Yates.
Nel 1999 lavora in Cade al neve sui cedri, dal romanzo di David Guterson con Ethan Hawke (Training Day e Identità violate), Max Von Sydon (Il posto deòlle fragole e L'esorcista), James Crowell (Pink Cadillac e I soliti sospetti) e Richard Jenkins (Destini incrociati e l'uomo che non c'era).



Sam Shepard nel 2000 recita in Hamlet 2000 e nel 2001 in Black Hawk Down di Ridley Scott, un realistico videogame di guerra, con Josh Hartnett, Tom Sizemore, Ewan McGregor, Jason Isaac. In seguito è in Codice: Swordfish di Dominic Sena, inseguimenti e azione per un film patinato e prevedibile con John Travolta, Hugh jackman, Halle Berry, Don Cheadle e la Promessa-The Pledge di Jean Peuh, un poliziesco con un grande Jack Nicholson, Mickey Rourke (cameo), Vanessa Redgrave, Helen Mirreu, Benicio Del Toro e Robin Wrigth.




Nel 2003 Sam Shepard è nel cast di Blind Horizon-Attacco al potere e nel 2005 partecipa al film Le pagine della nostra storia, vicenda d'amore fra due giovani americani durante gli anni quaranta di Nick Cassavetes, con Ryan Gosling (The Believer e Lars e la ragazza tutta sua) è stato sentimentalmente legato a Sandra Bullock, Rachel McAdams (2 single a nozze e La neve nel cuore), James Gardner (La grande fuga e Space Cowboy), Gena Rowlands (Scherzi del cuore e Ricominciare a vivere), James Marsden (trilogia X-Men e Superman Retourn), Joan Allen (The Bourne Supremacy e The Bourne Ultimatum).
In seguito gira Stealth-Arma suprema di Rob Cohen, un film d'azione, gradevole se visto senza pretese e Non bussare alla mia porta di Wim Wender, uno splendido film drammatico sulla ricerca da parte di un padre verso un figlio che non ne vuole sapere di un genitore piovuto dal cielo, con Jessica Lange, Tim Roth


(Le iene, Pulp Fiction e La leggenda del pianista sull'oceano), e sempre nel 2005 partecipa a Il cliente-Il rapporto Pelican-Ipotesi di reato di Alan J. Pakula, con Julia Roberts, denzel Washington, John Heard (Fuori orario e Mamma ho perso l'aereo), Robert Culp (Il ritorno delle spie e Ralph super maxi eroe).
Sam Shepard nel 2006 è in qualche film mediocre come Bandidas, un western con Penelope cruz (Non ti muovere e Nine), Selena Hayek (C'era una volta il messico e Frida) e Walker Payne  di Matt William, indi L'incubo di Joanna Mills.
Nel 2007 Sam è nel bel film di Andrew Diminik, L'assassino di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, una pellicola sull'introspezione psicologica del personaggio, con Brad Pitt (vedi blog), Casey Affleck, fratello di Ben (Gerry, Ocean's Eleven e Ocean's Twelve).
Felon (2008) è un film drammatico di Ric Roman con Val Kilmer (vedi blog) e Stephen Dorff (Ho sparato a Andy Warhol e Somewhere).
Nel 2009 è nel cast di Runfor Her Life di Baltasar KorKoràkur e in Brothers, melodramma sul reinserimento da uno stress post-traumatico come conseguenza di una esperienza in carcere, di Jim Sheridan, con Natalie Portman (Léon e Closer), Tobey McGuire (trilogia di Spider-Man), Jacke Gyllenhaal (I segreti di Brokeback Mountain e Prince of Persia-Le sabbie del tempo).
Nel 2010 gira il mediocre Fair Game, action-thriller, con Sean Penn (vedi blog) e Bruce McGill, caratterista specializzato in ruoli con con l'uniforme (Un mondo perfetto e Insder-Dietro la verità.


In uscita in ottobre il film Un marito di troppo di Griffin Dunner, con Uma Thurman, la musa ribelle di Tarantino e il prossimo anno Blackthorn, un western di Mateo Gil.
 Sam Shepard, oltre che un apprezzato attore teatrale e cinematografico è anche un drammaturgo prolifico, molti dei suoi lavori sono noti per essere espliciti e spesso assurdi, e per avere un autentico stile e sensibilità del coraggioso e moderno "American West"..
La sua commedia Buried Child ha ricevuto un premio Pulitzer nel 1979; altri importanti lavori sono Curse of the Starving Class del 1978, True West del 1980 e A Lie of the Mind del 1985.
Shepard convive con l'attrice Jessica Lange.
Il 3 gennaio 2009 è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza.





giovedì 9 settembre 2010

Val Kilmer







Val Edward Kilmer (Los Angeles, 31 dicembre 1959) m 1,83 è un attore statunitense. Inizia come attore teatrale, per poi diventare popolare a metà degli anni '80, dopo una serie di apparizioni in film commedia, partendo da Top Secret! (1984), per continuare poi con il cult Real Genius (1985), e prendendo parte a film d'azione in ruoli da protagonista, come Top Gun e Willow. Durante gli anni '90 Kilmer si guadagna il rispetto della critica con una serie di film che ebbero anche successo commerciale, quali The Doors, in cui interpretava Jim Morrison, Doc Holliday nel film del 1993 Tombstone, Batman in Batman Forever del 1995, Chris Shiherlis in Heat - La sfida del 1995 e Simon Templar nella versione del 1997 de Il Santo. Agli inizi del 2000 appare in alcuni ruoli bene apprezzati, come in The Salton Sea, Spartan, e con apparizioni in Kiss Kiss Bang Bang, Alexander e come la voce di KITT in Knight Rider.
Val è nato a Los Angeles, da Eugene Kilmer e Gladys Ekstadt, ed è secondo di tre figli. La sua famiglia ha origini scozzesi, irlandesi, sefardite, svedesi, tedesche, cherokee e ha perfino antichi antenati mongoli. Suo nonno paterno era un minatore d'oro nel Nuovo Messico ed era cugino di secondo grado del poeta Joyce Kilmer. I genitori di Kilmer divorziarono quando l'attore aveva solo nove anni e, mentre sua madre si trasferiva in Arizona ottenendo
un lavoro come hostess, Kilmer trascorse gran parte della sua infanzia nella San Fernando Valley col padre, il fratello maggiore Mark e il minore Wesley, rimanendo tuttavia profondamente deluso dell'esperienza. In questo periodo, ebbe modo di aderire al credo cristiano scientista, oltre a frequentare la Chatsworth High School, insieme agli attori Kevin Spacey e Mare Winningham. Passò quindi alla Berkeley Hall School, una scuola cristiano scientista di Beverly Hills, affrontando in seguito la morte del fratello Wesley, morto in un incidente.
Nel 1981, Kilmer prese parte ad una rappresentazione teatrale intitolata How It All Began, presentata al Public Theatre nel corso del New York Shakespeare Festival. Ammirato da Francis Ford Coppola, che gli


propose un ruolo nel film da lui diretto, I ragazzi della 56ª strada (1983), l'attore rifiutò per evitare che il suo allontanamento costasse lo scioglimento della società teatrale in cui lavorava. Nel 1984, debutta all'età di ventiquattro anni nel film comico Top Secret!, nel quale interpreta una star rock and roll americana; oltre a recitare, nel film Kilmer cantò personalmente vari brani musicali, inclusi in seguito in un album che ha preso il nome del suo personaggio, "Nick Rivers".
Durante una breve pausa, ha fatto un viaggio in Europa con lo zaino in spalla, prima di continuare e recitare il ruolo da protagonista nella commedia del 1985 Real Genius.Dopo aver rifiutato dei ruoli in Dune e in Blue Velvet, viene lanciato nel cast del film di azione ad alto budget Top Gun, nel ruolo di Iceman, al fianco di Tom Cruise.Il film incassa 344,700,000 $ in tutto il mondo.
Dal 1988 al 1996 è stato sposato con l'attrice Joanne Whalley, da cui ha avuto due figli, Mercedes e Jack. Dopo Terminator Arnold Schwarzenegger in California, il New Mexico potrebbe essere governato da Batman Val Kilmer. E' quanto scrive il britannico Daily Telegraph riferendo che l'interprete di Jim Morrison nel film di Oliver Stone 'The Doors', che da molti anni risiede nello Stato, ha fatto trapelare che l'idea di candidarsi a governatore lo stuzzica. Kilmer intenderebbe succedere da democratico all'attuale governatore Bill Richardson in disgrazia dopo essere stato costretto a rinunciare alla nomina a segretario al Commercio di Barack Obama perché coinvolto in un'inchiesta. Kilmer vive da oltre venti anni in New Mexico e ha votato per Obama. Kilmer sarebbe solo l'ultimo attore americano ad impegnarsi in politica.
Val Kilmer è comparso in numerose classifiche internazionali insieme ad altre celebrità: nell'ottobre 1997 la rivista britannica Empire l'ha inserito al sessantaduesimo posto nell'elenco delle "The Top 100 Movie Stars of All Time". Dopo il successo commerciale di Top Gun, Val Kilmer è diventato inoltre un sex symbol per gli anni ottanta. Agli MTV Movie Awards 1994 e 1996 è stato candidato due volte come attore più attraente rispettivamente per i film Tombstone (1993) e Batman Forever (1995).
Durante le riprese di Batman Forever vi fu parecchia tensione sul set, dovuta anche al pessimo carattere di Val Kilmer, e al rapporto tra Jim Carrey e Tommy Lee Jones, alla fine Joel Schumacher affermò che non avrebbe mai più lavorato con loro. Nel 2004 ha ricevuto una nomination al Razzie Awards quale peggior attore non protagonista per la sua interpretazione in Alexander.


La filmografia di Val Kilmer parte dalla comicità demenziale di Scuola di geni (1985) al giallo Gli assassini della Via Morgue, 1986, dal campione d'incassi Top Gun di Tony Scott con Tom Cruise, Kelly McGillis (Witness-Il testimone, La maschera di scimmia, attualmente è anche proprietaria del Kelly's,ristorante situato a Key West, Florida. In una intervista ha pubblicamente rivelato la sua omosessualità), Meg Ryan (Harry ti presento Sally, Rapimento e riscatto, sposata con Dennis Quaid e divorziata a causa (così sembra) di Russell Crowe, conosciuto sul set ) e Antony Edwards (E.R.-Medici in prima linea e Zodiac) al dramma carcerario Incatenato all'inferno (1987) di Daniel Mann in compagnia di Charles Durning (notissimo volto di caratterista del cinema americano, Il più bel casino del Texas, Essere o non essere), Sonia Braga (Hair, Il bacio della donna ragno), Clancy Brown (Highlander-L'ultimo immortale) e Billy Bob Thornton (Bandits, L'uomo che non c'era, è stato sposato con Angelina Jolie).



Dal favolistico Willow (1988) al western sulla vita del leggendario fuorilegge William Bonney-Billy The Kid, Gore Vidal's Billy The Kid, dal thriller un po' manierato Kill Me Again (1989), il regista John Dahl con Joanne Walley (ex moglie di Val Kilmer) e Michael Madsen (attore-feticcio di Quentin Tarantino - le iene, Kill Bill, Sin City) si ripetono con Val Kilmer nello stesso anno con Morire due volte, film dall'atmosfera del cinema noir degli anni '40 e '50 sui temi dell'inganno e del tradimento, e dal biografico The Doors (1991), basato sulla vita dela leggenda del rock Jim Morrison (vedere blog) al thriller ispirato alla morte violenta di un Sioux in una riserva indiana Thunderheart-Cuore di tuono(1992) con Sam Shepard (collega e amante di Jessica Lange, Black Hawk Down, Non bussare alla mia porta), Graham Greene (membro della tribù tribùOneida, Oneida, Balla coi lupi). Nel 1993 Una vita al massimo di Tony Scott, tra scoppi di violenza e staffilate di dolcezza (sceneggiatura di Quentin Tarantino) con Christian Slater (Il nome della rosa, Robin Hood-Il pricipe dei ladri), Patricia Arquette (sorella di Susanna-Cercasi Susan disperatamente ed ex moglie di Nicolas Cage, (Lupo solitario, Nightwatch), Dennis Hopper, Gary Oldman (Leon, Conte Dracula, Il cavaliere oscuro), Brad Pitt, Tom Sizemore (salvate il soldato Ryan, Assassini nati), Christopher Walken, Samuel L. Jackson, Michael Rapaport (Blu profondo, Zebrahead), Tombstone, un western di George Pancosmatos con Kurt Russell (1997-Fuga da New York, Grosso guaio a Chinatown, Fuoco assassino), Sam Elliott (noto caratterista del genere, Vivo o morto, Il duro del Road House, Dietro la maschera), Bill Paxton (Predator 2, True Lies), Power Boothe (Blue Sky, Sin City), Jason Priestley (Beverly Hill 90210), Charlton Heston (I Dieci Comandamenti, Ben Hur), e il modesto piatto poliziesco Una bionda tutta d'oro con Kim Basinger (9 settimane e mezzo, Nessuna pietà, compagna di Richard Gere e sposata Alec Baldwin), Terence Stamp, il più grande attore inglese degli Anni Settanta disse: "Ehi tu, brutta manza, appiccati il fuoco al cordino del tampax e fatti esplodere la caverna, è l'unica botta che puoi avere" (Il collezionista, tre passi nel delirio, Teorema). Dopo Batman Forever nel 1995 gira in compagnia di Robert De Niro e Al Pacino la caccia e il confronto frta due professionisti in Heat-La sfida e Wing of Courage, raid aereo sulle montagne aldine di Jean-Jacques Annaud.


Val Kilmer in L'isola perduta (1996) tratto dal romanzo The Island of Dr. Morea di Herbert George Wells con la regia di John Frankenheimer con Marlon Brando (vedere blog), David Thewlis (Le crociate-Kingdom of Heaven, Harry Potter e il prigioniero di Azkabar), Ron Perlman (La guerra del fuoco, Il nome della rosa), e in seguito The Ghost and the Darkness-Spiriti nelle tenebre, basato sull'episodio realmente accaduto dei mangiatori di uomini dello Tsavo, di Stephen Hopkins con Michael Douglas (blog in allestimento). Nel 1997 entra nei panni del personaggio di Simon Templar nel film Il Santo di Philip Noyce con Elisabeth Shue (Karate Kid, Ritorno al futuro parte II e parte III), Rade Serbedzija (bravo attore, poeta e musicista croato in Snatch-Lo strappo, Batman Begins).


Nel film d'animazione Il principe d'Egitto l'incredibile espressività e la mimica facciale ricorda i grandi attori oltre a Val Kilmer, Michelle Pfeifer (gli occhi che hanno stregato Holliwood in Scarface, Le streghe di Eastwick, Relazioni pericolose), Ralph Fiennes (straordinario ionterprete di Schindler's List, Stange Days), Sandra Bullock (Speed, Se scappi ti sposo, The Blind Slide), Jeff Goldblum (Il grande freddo, Tutto in una notte, La mosca, Jurassic Park) e Danny Glover (la saga di arma letale, Shooter, 2012).
Val Kilmer, interpreta uno dei ruoli più difficili della sua carriera (per sua stessa ammissione): quello del cieco ne A prima vista (1999) di Irwin Winkler, un film con una buona idea che si perde nel romanticismo più sfrenato, con Kelly McGillis, Bruce Davison (X-Men, Che ne dici di Willy?), Mira Sorvino (nota per la separazione dal marito Quentin Tarantino, in La dea dell'amore, Romy & Michelle). Il nuovo millennio lo porterà a interpretare svariati generi: dai biografici, ai fantascientifici  fino a piccole parti, nel 2000 Kilmer gira Pollock diretto e interpretato da Ed Harris, un film biografico sul pittore Jackson Pollock, artista della tecnica action painting, con Marcia Gay Harden (premio Oscar per la migliore attrice non protagonista del film, Mystic River), Jennifer Lynn Connelly (Labirint, A Beautiful Mind) poi Pianeta rosso, film di fantascienza diretto da Antony Hoffmann con Carrie Ann Moss (trilogia di Matrix, Chocolat), Tom Sizemore, Simon Baker (ex campione di pallanuoto e surf in La terra dei morti viventi, Il diavolo veste Prada) e Terence Stamp, e un episodio tv Saturday Night Live.


In Salton Sea-Incubi e menzogne (2002), film drammatico d'azione, Val Kilmer è Danny Parker che in realtà è un'informatore dell'FBI anche se conduce una vita solitaria in compagnia del suo pesciolino, Con lui recitano Vincent D'Onofrio (Full Metal Jacket, Men in Black), Adam Charles Goldberg (Déjà vu, Zodiac), Luis Guzman (Carlito's Way, Il collezionista di ossa, Terapia d'urto), Antony LaPaglia (ex portiere nella National Soccer League australiana, in vari telefilm, Morder One, Mosche da bar).
Nel 2003 è nel cast di Wonderland diretto da James Fox, un ottimo film dallo sguardo lucido ma appassionato su un periodo controverso, la fine dei '70 a Hollywood, con Kate Bosworth, bellissima e interessante con gli occhi di colori differenti: il sinistro blu e il destro marrone, (L'uomo che sussurrava ai cavalli, Superman Returns), Dylan McDermott (Nel centro del mirino, La giuria), Val è anche in The Missing, di Ron Howard, dove con una breve apparizione (cameo) è un'ufficiale dell'esercito nordista e in Blind Horizon-Attacco al potere di Michael Haussman, in compagnioa di Sam Shepard (blog in allestimento). Spartan (2004), un thriller noir anticonvenzionale diretto da David Mamet con Kristen Bell (serie televisiva Veronica Mars e Non mi scaricare - movie), in seguito qualche episodio tv e in Alexander, (per il quale era stato considerato per il ruolo del protagonista, salvo poi essere scelto per il ruolo del padre, re Filippo) film che racconta


le conquiste, ma è l'omofobia come tema trattato da Oliver Stone che ha provocato pesanti attacchi da parte degli integralisti, con Val Kilmer nel cast vi sono Colin Farrell (Sotto corte marziale, In Bruges-La coscienza dell'assassino), Jared Ledo (Linea di sangue, La sottilelinea rossa), il grande attore inglese Antony Hopkins (Il silenzio degli innocenti, La maschera di Zorro), Angelina Jolie (vedere blog), Christopher Plummer (L'amico sconosciuto, The Last Station), Rosario Dawson (Men in Black, Grindhouse-A prova di morte), Jonathan Rhys-Meyers (Sognando Beckham, La fiera della vanità) e Raz Degan, noto per essere apparso in diversi spot televisivi: Jagermeister e Pino Silvestre (Pret-à-Porter, Barbarossa).
L'attivo Val Kilmer nello stesso anno gira la fantacommedia Masked and Anonymous e Nella mente del serial killer, diretto da Renny Harlin, interpretando il ruolo di un agente FBI a caccia di un serial killer celato nella stessa struttura, con Christian Slater e il rapper  LL Cool. Nel 2005 è nel cast di Kiss Kiss Bang Bang, un noir comico tra baci e omicidi di Shane Black con Robert Downey Jr (Vivere e morire a Los Angeles, Charlot). Nel 2006 dal western Summer Love all'incipit magnifico e verosimile Déjà vu con la regia dinamica























e originale di Tony Scott, con il bravo Denzel Washington (Glory-Uomini di gloria, Il collezionista di ossa, Training Day), Paula Patton (Hitch-Lui si che capisce le donne, Riflessi di paura), Bruce Greenwood, caratterista "villian" (Orchidea selvaggia, Truman Capote-A sangue freddo), James Caviezel (Soldato Jane, Angel Eyes-Occhi d'angelo). Have Dreams, Will Travel nel 2007 di Brad Isaack, un viaggio fra dubbi e timori di adolescenti alla scoperta della propria identità, con Matthew Modine, il superbo interprete di Birdy-Le ali della libertà e Full Metal Jacket). Nel 2008 è nel cast di Cospiracy, indi gira Felon-Il colpevole, film d'accusa sul violento sistema penle con Stephen Dorff (Oscure presenze a Cold Creek, Nemico pubblico), Sam Shepard (blog in allestimento), lo si vede nel western Comanche Moon, nel film d'azione Knight Rider, nel thriller 2:22. Nel 2009 lo si rivede nell'horror The Thaw, nella commedia American Cowslip, nel poliziesco Streets of Blood di Charles Winkler con Michael Biehn (Terminator, The Abyss), l'ancora bellissima Sharon Stone (atto di forza, Basic Instint) e ne Il cattivo tenente-Ultima chiamata New Orleans con la regia di Werner Herzog, una sorta di remake de Il cattivo tenente di Abel Ferrara con Nicolas Cage (Via da las vegas, Ghost Rider), l'affascinante Eva Mendes (C'era una volta il Messico, Ghost Rider) e Brad Dourif (Qualcuno volò sul nido del cuculo, la trilogia de Il Signore degli Anelli). Nel 2010 Val Kilmer compare in un film d'azione MacGruber e in uscta Gun, film drammatico ambientato nel mondo della droga.
Un vero e proprio casanova (nella lista delle sue conquiste compaiono Daryl Hannah, Elisabeth Shue e Angelina Jolie), migliore amico del musicista David Crosby, Val Kilmer si è donato alla recitazione totalmente, affinando ogni pellicola di più quel suo modo di muovere le mani, di camminare, di inclinare il volto.





martedì 7 settembre 2010

Charles Bronson

Charles Bronson, pseudonimo di Charles Dennis Buchinsky (Ehrenfeld, 3 novembre 1921 – Los Angeles, 30 agosto 2003), è stato un attore statunitense.
Nella lunga carriera, iniziata nei primi anni cinquanta, ha interpretato spesso l'archetipo del "duro", grazie ai tratti particolari del volto, con "occhi azzurri e miti in netto contrasto con l'atteggiamento freddo e burbero[1]".
Nel corso degli anni è stato protagonista di film divenuti dei classici, spesso di genere western e bellico, quali I magnifici sette (1960), La grande fuga (1963), Quella sporca dozzina (1967), C'era una volta il west (1968). Ha legato il suo volto al personaggio del giustiziere urbano Paul Kersey nella popolare serie de Il giustiziere della notte, dal 1974 al 1994.
Tra gli attori di Hollywood è riconosciuto tra i grandi interpreti del genere d'azione. Recitò anche in teatro e in televisione.
Di umili origini, nacque col nome di Charles Dennis Buchinskas (sebbene alcune fonti annotino che il suo vero nome era Karolis Bučinskis, mentre altre Casimir Businskis) ad Ehrenfeld, in Pennsylvania. Era l'undicesimo di quindici figli, metà dei quali morti in tenerissima età. Suo padre era un immigrato lituano di etnia tatara originario della città di Druskininkai, mentre la madre era lituana; entrambi i genitori si erano trasferiti negli Stati Uniti dalla Lituania.
Quando finì la scuola media, fu il primo membro della sua famiglia a riuscirci. Da ragazzo Bronson non parlava inglese ma lo imparò negli anni a venire come lingua straniera. Il padre morì a causa del lavoro duro in miniera quando aveva solamente 10 anni, e per questo anche il giovane fu costretto a lavorare in una miniera di carbone. Guadagnava pochissimo per discrete quantità di carbone estratto. Bronson lavorò in miniera sino a quando si iscrisse per il servizio militare durante la seconda guerra mondiale.

La sua famiglia era poco agiata, tanto che, ad un certo punto, il ragazzo fu costretto ad indossare i vestiti della sorella per andare a scuola, poiché non aveva altri indumenti.
Dopo essersi diplomato al liceo con grandi sacrifici, e aver svolto svariati lavori (spazzino, manovale, cameriere), si arruolò quindi nell'esercito: combatté nella Seconda guerra mondiale e al ritorno si dedicò con grande impegno agli studi di arte drammatica a Philadelphia, recitando in una compagnia teatrale. Nel cinema ricoprì prevalentemente ruoli secondari: ebbe anche una parte nel film La maschera di cera con Vincent Price del 1953.
Il primo ruolo di Bronson fu quello di un marinaio polacco nel film Il comandante Johnny (You're in the Navy Now) del 1951. Fece anche molte apparizioni televisive tra gli anni '50 e '60.
Charles Bronson in "C'era una volta il West" (1968) di Sergio LeoneDiventò una star del cinema solo negli anni sessanta - settanta, interpretando I magnifici sette (The Magnificent Seven) (1960), Quella sporca dozzina (The Dirty Dozen) (1967).
Nel 1968 interpretò il film di Sergio Leone C'era una volta il West diventando famoso in tutta Europa: Leone

gli aveva già proposto altre parti nei suoi tre kolossal western precedenti, che però l'attore aveva puntualmente rifiutato[senza fonte], giudicando i copioni deboli e poco interessanti.
Nel 1971 vinse il premio speciale del Golden Globe Henrietta Award Dal 1974 al 1994 interpreta il protagonista della saga di 5 pellicole de Il giustiziere della notte (Death Wish) (1974-1994).
Il grande duro del cinema pre Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger e Bruce Willis iniziò con brevi apparizioni in film famosi e con attori famosi sopratutto western e polizieschi.
Rullo di tamburi del 1954 con Alan Ladd, L'ultimo apache e Vera Cruz entrambi di Robert Aldrich e insieme a Burt Lancaster, con Gary Cooper,
Sara Montiel e Ernest Borgnine. Vento di terre lontane nel 1956 con Glenn Ford, Ernest Borgnine e Felicia Farr. I quattro del Texas, film di successo di Robert Aldrich con Frank Sinatre, Dean Martin, Anita Ekberg, Ursula Andress nel 1963 e l'anno successivo Il californiano con Kurt Russell.
La battaglia dei giganti (1965) con Henry Fonda, Robert Shaw e Ty Hardin, Questa ragazza è di tutti di Sydney Pollack nel 1966 con Robert Redford, Alan Baxter e Natalie Wood (famosa per Splendore nell'erba e per aver fliltrato con i giovani rampanti del cinema americano Jeffrey Hunter, Robert Wagner (da lui sposato) e Tab Hunter, oltre a James Dean con lei in Gioventù bruciata). Nel 1968 è con Antony Quinn nel film I cannoni di San Sebastiano di Henri Verneuil, Viva!Viva Villa con Robert Michium e diventa attore di grido con Alain Delon in Due sporche carogne. Nel 1970 gira i mediocri, Al soldo di tutte le bandiere con Tony Curtis e Michèlle Mercier (diventata famosa con il film Angelica), Città violenta di Sergio Sollima con Telly Savalas, Michel Costantine (special noir française) e Umberto Orsini, Twinky di Richard Donner con Trevor Howard e Michael Craig e i due interessanti, L'uomo venuto dalla pioggia, che rompeva le noci contro i vetri delle finestre, di René Clement con Marlene Jobert e Gabriele Tinti e L'uomo dalle due ombre di Terence Young con James Mason, Liv Ullmann e Luigi Pistilli. Con Antony Perkins nel 1971 in Qualcuno dietro la porta e con Jill Ireland (divenuta la sua seconda moglie e con la quale ha girato un adozzina di film),  Chato di Michael Winner con Jack Palance, Richard Jordan e James Whitmore, e Sole rosso di Terence

Young, amico regista, con Alain Delon, Ursula Andress e Toshiro Mifune.
L'anno successivo lo troviamo in un poliziesco nella parte di Arthur Bishop Professione: assassino di Michael Winner con Jill Ireland, Joe Valachi-I segreti di cosa nostra di Terence Young con Lino Ventura (icona del noir francese) e gli italiani Walter Chiari e Amedeo Nazzari, Il solitario del West con Lee J. Cobb, George Kennedy (Nick mano fredda e Una calibro 20 per lo specialista e La soorca dozzina) e Bryan Keith (serie televisiva Tre nipoti e un maggiordomo). Nel 1973 un western di John Sturgess, Valdez, il mezzosangue con Marcel Bozzuffi (Il braccio violento della legge, Z-L'orgia del potere e Cadaveri eccellenti) e Ettore Manni (attore italiano talentuoso della fine anni cinquanta) e un poliziesco L'assassino di Pietra di Michael Winner con Martin Balsam (Colazione da Tiffany e padre della ex moglie di George Clooney).
Con il regista Richard Fleischer (Tora! Tora! Tora! e Conan il distruttore) in A muso duro (1974) con Al Lettieri (caratterista da duro Getaway! e Il padrino) e Linda Cristal. Nel 1975 è con Walter Hill ne L'eroe della strada, un film drammatico sulla boxe amani nude, con James Coburn ( I magnifici sette, La grande fuga, Giù la testa, Pat Garrett e Billy the Kid e Pay back-La rivincita di Porter) e l'immancabile Jil Ireland, Io non credo a nessuno con Jill Ireland e Dieci secondi per fuggire con Robert Duvall (grande interprete, per citarne qualcuno, di Apocalypse Now, Il padrino e Bullitt), John Huston, Jill Ireland e Randy Quaid (famoso caratterista, L'ultima corvè e Fuga di mezzanotte).

Il sempre attivo Bronson nel 1976 gira con Douglas Fowley e naturalmente Jill Ireland, il drammatico Da mezzogiorno alle tre e Candidato all'obitorio, un poliziesco, di J. Lee Thompson (con il regista inglese girerà diversi film) con Jacqueline Bisset (Effetto notte, La donna della domenica e Abissi), dichiarata dal magazine Newsweek "l'attrice più bella di tutti i tempi" e Maximilian Shell, fratello di Maria (I giovani leoni e Vincitori e vinti). Nel 1977, Charles girerà Telefon, un film inquietante di Don Siegel (Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo, il geniale Chi ucciderà Charley Warrich? e Fuga da Alcatraz) con Lee Remick e Donald Pleasence (1997-Fuga da New York), Sfida a White Buffalo (caccia al grande buffalo bianco) di Lee Thompson con il valido Caratterista Jack Warden (Da qui all'eternità) e Kim Novak (Uomo dal braccio d'oro, Picnic e La donna che visse due volte) e I leoni della guerra con Eddie Costantine (attore e chansonnier francese, interprete della serie del detective Nick Carter), Peter Finch (Domenica, maledetta domenica e Quinto Potere) e Martin Balsam.
Il poliziesco Tiro incrociato con Rod Steiger, nel 1977, Henry Silva ( attore come Benicio Del Toro di origine portoricane- Bravados e il bellissimo Ghost dog-Il codice dei samurai di J. Jarmusch) e ovviamente la consorte Jill Ireland. Nel 1980 il giallo con il futuro grande Ed Harris (The Abiss, Apollo 13, The Truman Show, Empire Fall-Le cascate del cuore e il recente Appalosa) in L'uomo di confine, Caccia selvaggia, un film con accenti epici di Peter Hunt con il bravissimo Lee Marvin (Cat Ballou, La ballata della città senza nome, Professionisti, Senza un attimo di tregua e La sporca dozzina) e Angie Dickinson (le più belle gambe d'America) e in come Bogart nel Capoblanco di J. Lee Thompson con la francese dal volto inquieto e lo sguardo profondo ed enigmatico Dominique Sanda (Il conformista, Il giardino dei Finzi Contini, novecento e Gruppo di famiglia in un interno), lo spagnolo Fernando Rey (Il fascino discreto della borghesia, Quell'oscuro

oggetto del desiderio, Il braccio violento della legge e Cadaveri eccellenti) e Jason Robards (Il lungo viaggio verso la notte, miglior attore al Festival di Cannes, Tutti gli uomini del presidente e Giulia, Oscar miglior attore non protagonista e Una volta ho incontrato un miliardario, nomination Oscar e Golden Globes miglior attore non protagonista).
Ancora con il regista J. Lee Tompson sia nel 1983 nel ruolo di un poliziotto che con non poca fatica riuscirà ad arrestare uno psicopatico, frustrato e impotente massacratore di donne in Dieci minuti a mezzanotte che nel 1984 con Professione giustiziere sarà il vendicatore della morte di un amico in Professione giustiziere. Con l'immancabile Jill Ireland (prendi due e pagi uno) e Peter Hunt in regia nel 1986 nel giallo-terroristico-Casa Bianca Assassination e nello stesso anno in La legge di Murphy con il fido J. Lee Tompson.
Possiamo completare la filmografia del grande Charles Bronson con Lupo solitario del 1991con un cast d'eccezione e la prima regia del giovane Sean Penn da un'idea di una    famosa canzone di Bruce Springsteen, "Highway Patrolman, parafrasi del mito di Caino e Abele innestata sulla parabola del Figliol Prodigo. Sul set l'italiana Valeria Golino, (vincitrice di numerosi premi al Festival di Venezia, David di Donatello e Nastri d'Argento con Storia d'amore, Respiro, La guerra di Mario, Caos calmo, Giulia non esce la sera e L'uomo nero) a quel tempo ragazza di Benicio Del Toro, il rider più folle d'America Dennis Hopper (Gioventù bruciata, Easy Rider e Apocalypse Now), Patricia Arquette, ex moglie di Nicolas Cage (Medium, Al di là della vita e Una vita al massimo) e Viggo Mortensen (trilogia de Il signore degli anelli e The Road).

La sua salute andò peggiorando negli anni a seguire ed egli si ritirò dalla carriera cinematografica nel 1998. Nell'ultimo periodo della sua vita gli venne riscontrato anche il morbo di Alzheimer.

lunedì 6 settembre 2010

River Phoenix Bello e dannato

River Jude Phoenix, nato River Jude Bottom (Metolius, 23 agosto 1970 – Los Angeles, 31 ottobre 1993), è stato un attore statunitense.
Astro nascente di Hollywood, River Phoenix, nel corso della sua breve ma sfolgorante carriera, era noto come il James Dean dell'era moderna grazie ad un talento senza eguali, nonché a quel fascino di fanciullo indomito e tormentato. Ma un tragico destino segna la fine di questo angelo ribelle. Primogenito dell'arredatore californiano John Lee Bottom e della segretaria proveniente dal Bronx Arlyn Dunitz Jochebed, il divo ha un fratello – Joaquin – e tre sorelle: Rain, Liberty e Summer. La sua si direbbe una famiglia anticonvenzionale: la madre che annovera radici russo-ungariche abbandona marito e l'impiego di assistente a Manhattan per fuggire a Los Angeles, dove chiede casualmente un passaggio in macchina al futuro papà di River, il quale, possiede origini ispanico-irlandesi.
In principio, i novelli sposi vissero nelle comunità hippie, dove cambiarono il cognome in "Phoenix", in riferimento all'Araba Fenice, creatura mitologica che rinasce dalle proprie ceneri. Poi, i due decidono di diventare missionari a favore della setta religiosa "Figli di Dio" che opera in giro per il mondo. Durante un viaggio in Oregon i coniugi concepiscono, in una cabina di registrazione, il piccolo River Jude. Il suo primo nome che significa “fiume” si ispira al corso d'acqua della vita del romanzo “Siddharta” di Herman Hesse. Il secondo nome, invece, deriva dal brano dei Beatles, Hey Jude.
Il bimbo cresce in povertà, abituato con la sorella Rain a suonare per strada, racimolando qualche soldo per la famiglia.
Dopo aver scoperto che la congrega trae in inganno i propri discepoli, i Phoenix lasciano i "Figli di Dio" e si stabiliscono in America nel 1977, dove la mamma è assunta come assistente nell'emittente televisiva NBC.

 Sommersi da problemi economici, Arlyn e John che vedono nei loro pargoli buone doti artistiche, li incitano a partecipare a concorsi di recitazione. I ragazzini vengono, cosi, notati dalla cineasta Penny Marshall, conoscente di un caro amico dei Phoenix, la quale, scrittura “l'enfants prodige” per la Paramount. River esordisce nel 1982 con il serial tv Sette spose per sette fratelli: in quel periodo, si fa notare anche nelle mini-serie Celebrity e Robert Kennedy & His Times.
Nel 1985 viene ingaggiato al fianco di un Ethan Hawke in erba, nel family-sci-fi Explorers. Nella “stellare” pellicola di Joe Dante, il teen-ager interpreta un genietto che insieme a due compagni costruisce un'astronave per entrare in contatto con gli alieni. Dodici mesi più tardi, buca lo schermo incarnando abilmente l'adolescente problematico Chris Chambers, nel commovente Stand By Me - Ricordo di Un'Estate di Rob Reiner, basato su un soggetto di Stephen King. Uno dei suoi primi ammiratori è il musicista brasiliano Milton Nascimento che gli dedica il brano"River Phoenix": venuto a sapere di tale omaggio, il ragazzo si reca nella terra del compositore, divenendo suo grande amico. E' il 1988, quando il diciottenne Phoenix riceve la nomination all'Oscar come Miglior Attore non Protagonista per la toccante performance nel dramma di Sidney Lumet, Vivere in Fuga. Nell'anno successivo River è pronto a vestirei panni del giovane Indy ne Indiana Jones e l'Ultima Crociata, terzo capito delle rocambolesche avventure dell'archeologo più spericolato di tutti i tempi.






































In seguito, la star indossa le vesti dell'infatuato complice della consorte di Kevin Kline, nella commedia Ti amerò... fino ad ammazzarti. Nel 1991, Gus Van Sant lo dirige nello straziante Belli e Dannati: nell'opera del regista del Kentucky, il divo che è accanto all'amico Keanu Reeves impersona in maniera incredibile un tossicodipendente omosessuale e narcolettico ridotto alla prostituzione. Questa prova gli frutta l' Independent Spirit Award, nonché la Coppa Volpi al Festival di Venezia. L'eccezionale stoffa unita a quel sensuale volto di creatura angelica e maledetta, fanno di lui una stella planetaria, amata dal pubblico e contesa dai maggiori producers Hollywoodiani. Tuttavia, River non ha mai trascurato la sua notevole inclinazione per la musica: cantante, chitarrista e autore, questo artista a tutto tondo è fondatore, assieme alla sorella Rain, della band “Aleka's Attic”.

Romantico e sognatore, un bel giorno, guidato da una specie premonizione, disegna il volto della sua futura moglie che come da sua affermazione, avrebbe incontrato nel 2002. Phoenix che ha sempre detestato volare, preferisce viaggiare in automobile o in treno. E' stato fidanzato con le colleghe Martha Plimpton, Samantha Mathis e Suzanne Solgot. Vegetariano e sostenitore della PETA (organizzazione non-profit a sostegno degli animali), l'attore è anche un ambientalista convinto: si è accaparrato numerosi acri di foresta in Costa Rica e in Brasile, per evitare che le piante venissero abbattute. Brillante, intelligente ed in continua lotta per tutelare dei diritti umani, River, ad un certo punto della sua vita, si trova intrappolato nel tunnel della droga. Nella notte di Halloween del 1993, il divo si reca con Rain e Joaquin al Viper Room, locale in voga di Johnny Depp.
La star di Edward mani di forbice era presente quella sera al club, così come Flea e John Frusciante dei Red Hot Chili Peppers, entrambi amici di Phoenix. Dopo essere stato visto a colloquio con alcuni spacciatori, River esce dal locale in condizioni preoccupanti mentre Flea e Depp stanno suonando sul palco; i due si precipitano fuori, nel frattempo che il fratello Joaquin chiama il 911. Purtroppo i soccorsi non arrivano in tempo e, quando l'ambulanza giunge sul luogo, il giovane viene trovato morto sul marciapiede. La corsa al Cedars-Sinai Medical Center e i tentativi di rianimazione sono inutili: River Phoenix è dichiarato morto all'1:51. L'autopsia rivelò in seguito un'overdose di eroina e cocaina, sotto forma di speedball, oltre a tracce









di cannabis. Le sue ultime parole rivolte al reporter che tentò di aiutarlo furono “Niente paparazzi, voglio l'anonimato!” Ma quel desiderio non gli è stato concesso. La telefonata al Pronto Intervento fatta dal fratello viene diffusa in tutte le radio e tv. Come se non bastasse, durante il funerale, un cronista irrompe a casa Phoenix immortalando le sue ceneri: la foto è stata venduta al National Enquirer per la somma di cinquemila dollari. Le sue ceneri sono ora sparse in Florida, nella fattoria di famiglia. La stella era stata considerata per il film Poeti Dall'Inferno: il ruolo di protagonista è poi andato a Leonardo DiCaprio. Era stato scritturato anche ne Intervista col Vampiro: la parte andrà però a Christian Slater che donerà l'intero compenso a favore delle opere benefiche tante care a River. I R.E.M. gli dedicano l'album “Monster” e i Red Hot Chili Peppers la canzone “Transcending”, tratta dall'LP “One Hot Minute”.
L'indimenticabile River Phoenix mori lo stesso giorno del grande Federico Fellini.
Tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta River fu considerato dalla critica fra i più promettenti della sua generazione.
Come ha giustamente scritto il noto critico Pino Farinotti: «Benché abbia interpretato anche commedie ("Indiana Jones e l'ultima crociata", 1989 e "Ti amerò fino ad ammazzarti", 1990), la sua fama di novello James Dean, soprattutto fra i teen-agers, è legata essenzialmente a tre film in cui ha interpretato il ruolo del ragazzo difficile, introverso e ribelle: "Stand by me-Ricordo di un'estate" (1986), delicata storia sulla fine dell'infanzia e la scoperta della morte; "Vivere in fuga" (1987), dove Phoenix è lo sbalestrato figlio di una coppia di radicali americani e soprattutto "Belli e dannati" (1991) di G. Van Sant, avventura on the road di una coppia di adolescenti tossicodipendenti e omosessuali».

James Dean Icona dei teeneger

« Sogna come se tu dovessi vivere per sempre, vivi come se tu dovessi morire oggi »

(James Dean)

James Byron Dean (Marion, 8 febbraio 1931 – Cholame, 30 settembre 1955) è stato un attore statunitense.
L'importanza di Dean come icona culturale si riassume perfettamente nel titolo del suo film più celebre: Gioventù Bruciata, in inglese Rebel Without a Cause, letteralmente "ribelle senza una causa", nel quale ricopre il ruolo del problematico ribelle adolescente Jim Stark. La sua estrema popolarità trova le sue radici in soli tre film: Dean morì a 24 anni e questi furono gli unici film in cui compare come protagonista.
La sua fama ha raggiunto i paesi di tutto il mondo, preservata intatta dalla precoce morte dell'attore. Viene ricordato come un seguace della filosofia del carpe diem e spesso come la quintessenza stessa della gioventù statunitense. Sebbene sia spesso considerato un personaggio la cui fama va ben al di là delle sue qualità di attore, è inesatto dire che Dean non era un bravo interprete. È stato il primo attore ad aver ottenuto una nomination postuma al Premio Oscar, ed è tuttora l'unico, insieme a Massimo Troisi (che fu candidato all'Oscar postumo come attore e come sceneggiatore per "Il Postino") e ad Heath Ledger (Vincitore dell'oscar postumo per il suo ruolo del Joker ne Il Cavaliere Oscuro) e ad avere due nomination di questo tipo. A Dean fu conferito il Golden Globe per il miglior attore nel 1956.

Nato a Marion, nello stato dell'Indiana, nella fattoria della sua famiglia da Winton e Mildred Wilson Dean, si trasferì a Santa Monica in California, sei anni dopo che Winton ebbe lasciato la fattoria per diventare un tecnico odontoiatrico. Dean fu iscritto alla scuola pubblica Brentwood finché sua madre non morì di cancro nel 1940.
James Dean ne La valle dell'Eden (1955)All'età di nove anni, Dean fu mandato da suo padre a vivere con i parenti in una fattoria vicino a Fairmount (Indiana), dove la sua educazione ricevette una impronta quacchera. Alla scuola superiore Dean si unì alla squadra di basket e partecipò ad attività collegate con il teatro. Dopo essersi diplomato nel 1949, si ritrasferì in California per vivere con suo padre e la sua matrigna.
Si iscrisse al college di Santa Monica, si unì alla confraternita dei Sigma Nu e si specializzò per prepararsi agli studi in giurisprudenza. Si trasferì alla University of California a Los Angeles e cambiò la sua specializzazione in quella per le discipline teatrali, cosa che lo condusse a scontri con i suoi genitori che lo portarono a lasciare la casa di suo padre.
Conosciuto come "Jimmy", Dean cominciò la sua carriera con uno spot televisivo per la Pepsi Cola seguito da una parte come rimpiazzo nel ruolo di stunt tester nel gioco televisivo "Beat the Clock". Abbandonò il college per focalizzarsi sulla sua carriera in via di sviluppo ma ebbe difficoltà nell'ottenere del lavoro a Hollywood e gli riuscì di pagare i suoi conti solo lavorando come custode in un parcheggio.






































Seguendo il consiglio di alcuni amici, Dean si trasferì a New York per fare carriera come attore di teatro,cittàin cui fu ammesso a studiare con Lee Strasberg nell'Actors Studio. La sua carriera decollò e Dean partecipòa numerosi episodi di programmi televisivi come Kraft Television Theater, Studio One, Lux Video Theathre,Robert Montgomery Presents, Danger e General Electric Theater nei primi anni cinquanta. Le recensioni perThe Immoralist, tratto dal romanzo omonimo a contenuto omosessuale di André Gide portarono alla sua chiamata ad Hollywood e alla notorietà cinematografica.
Apparve in decine di ruoli non attribuitigli in film indimenticabili come Attente ai marinai ma guadagnò riconoscimento e successo nel 1955 con il suo primo ruolo da protagonista, Cal Trask in La valle dell'Eden, grazie al quale ricevette una nomination al Premio Oscar per il ruolo di miglior attore protagonista (la prima nomination postuma nella storia dell'Academy Award). Questo film mette in scena il conflitto generazionale tra un padre autoritario e un figlio imprigionato dalla sua autorità. Seguirono in rapida successione altri due ruoli da protagonista in Gioventù bruciata, film emblematico di Nicholas Ray che fece di Dean un simbolo della gioventù moderna, e Il gigante del 1955, per il quale ottenne ancora una nomination per l'Oscar.

Dean divenne amico del multi milionario Lance Reventlow, una delle ultime persone ad avergli rivolto la parola prima dell'incontro sulla via di una corsa automobilistica a Salinas, in California. Poche ore dopo James Dean morì in un incidente stradale mentre era alla guida della sua Porsche 550 Spyder vicino a Cholame, quando una macchina (una Ford berlina) guidata da Donald Turnupseed svoltò a sinistra e gli tagliò la strada (questo accade prima dell'uscita de Il gigante). È stato una delle uniche cinque persone ad essere nominate miglior attore per il suo primo ruolo e la sola persona nominata due volte postumamente. È sepolto a Park Cemetery a Fairmount (Indiana)
Due film del 1955, Gioventù bruciata e Il Seme della violenza (titolo originale Blackboard Jungle) sono spesso citati per aver simboleggiato la crescente ribellione degli adolescenti nel dopoguerra degli anni cinquanta assieme alla sua partecipazione al Rock and Roll come fenomeno culturale. Molti giovani e più tardi intere generazioni si modellarono sul personaggio di James Dean. Il suo bell'aspetto, la carriera molto breve ed il suo stile di vita, la pubblicità che fu fatta sulla sua morte violenta all'età di ventiquattro anni, trasformarono Dean in una figura di culto e in una icona pop di fascino apparentemente senza tempo.

La valle dell'Eden (East of Eden) è un film del 1955 diretto da Elia Kazan.
Il film è tratto da una parte del romanzo di John Steinbeck e reinterpreta il tema biblico di Caino (Cal Trask - James Dean) e Abele (Aron Trask - Richard Davalos). Fu il film che rese famoso James Dean, ottenne il premio Oscar per Jo Van Fleet, nalla parte della madre, come attrice non protagonistae e il premio come miglior film drammatico all'8° Festival di Cannes.
Definita la "grande tragedia greca americana", Gioventù Bruciata lanciò definitivamente James Dean nell'immaginario collettivo occidentale come quel 'ribelle senza una causa' a cui faceva riferimento il titolo originale. Il film, diretto da Nicholas Ray, lo vede nei panni di un ragazzo con problemi caratteriali - delinquenza, alcolismo, rissosità: la prima scena è ambientata in un commissariato di polizia, dove il giovane Jim Stark, ubriaco, viene portato via dai genitori. L'incontro con la graziosa Judy (Natalie Wood) e il maldestro Plato (Sal Mineo), gli scontri coi ragazzi del quartiere, oltre alla memorabile sequenza della corsa letale con le automobili rubate in riva all'oceano, lo condurranno al tragico finale fuori dal Planetarium.
La ribellione di Jim-Dean, lontana da quella di cui i Beatnik si sarebbero fatti alfieri pochi anni dopo, e ancora più distante da quella marcatamente 'politica' delle grandi correnti giovanili del decennio successivo, ha un carattere tutto interiore. Una ribellione profondamente diversa dalla ludica 'voglia di libertà' della nuova classe di adolescenti-consumatori che si riversava nella metà degli anni cinquanta nelle sale da ballo d'America.


Jim si ribella ad una placida vita familiare; alla madre, modesta massaia dalle vedute corte, al padre, privo di spina dorsale, che non sa allevarlo come dovrebbe; all'orrore del quotidiano subìto senza sorprese in un piccolo paese bigotto e immobile della provincia americana. Ma non stringe neanche con i suoi coetanei, riuniti in branchi, una massa indistinta e instupidita, dentro cui non può ritrovarsi. Fra di loro, a differenza dell'umanissimo e impulsivo mal de vivre di Jim, circola un ottuso atteggiamento di cameratismo che porta a ignoranza, crudeltà, istinto di sopraffazione, a mascherare con la facciata posticcia della ribellione giovanile una borghesissima intolleranza verso lo 'straniero' (Jim arriva da un altro paese, è un estraneo, e viene preso subito di mira, sbeffeggiato a parole, minacciato con dei coltelli a serramanico).
L'amore scivola leggero all'interno della vicenda - un rapido bacio fra Jim e Judy, in un momento di quiete prima della rocambolesca fuga verso l'epilogo tempestoso - per essere ricacciato dentro, frettolosamente, nelle ultime inquadrature. Da ricordare anche Plato e la sua travagliata sessualità: c'è chi ci ha visto il primo adolescente omosessuale nella storia del cinema americano.
I vestiti indossati dal personaggio di Dean, jeans, maglietta bianca e giacca rossa, diventeranno proverbiali, dopo l'uscita nelle sale di tutto il mondo e saranno ripresi e imitati negli anni a venire dalle mode giovanili.

Il gigante (Giant) è un film del 1955 diretto da George Stevens ed è l'ultima pellicola in cui compare Dean poiché l'incidente stradale nel quale morì avvenne proprio sul finire delle riprese.
La scomparsa del teen-ager per eccellenza, del simbolo dei giovani ribelli, scatena una sorta di isterismo collettivo. I media parlano di un simile effetto a catena, riferendosi a quello del 1926, dopo la morte di Rodolfo Valentino. Ma se in quel caso si tratta di idolatria, la scomparsa di Jimmy Dean equivale alla perdita di un eroe da emulare. I giovani lo amano e ne imitano l'atteggiamento: restano privati della prima, vera, identificazione di massa con un personaggio del grande schermo. Un desiderio di ribellione a tutto campo, che significa reagire alla solitudine di quegli anni, al senso di incomprensione accusato dai ragazzi, alla guerra fredda e a quella che tanti giovani americani combattono in Corea. James Dean incarna questo ed altro. Un giovane miope dalla bella faccia, fisicamente un po' goffo, non troppo alto e sempre col muso lungo: che davanti alla telecamera si trasforma in un cigno. È un tutt'uno con il personaggio che interpreta: è impossibile non restarne stregati. La morte, come purtroppo capita, per ironia lo rende immortale. Uccidendolo in pieno romanticismo moderno. Nel 1957, in suo omaggio, si gira James Dean: The first American Teenager, per la regia di Robert Altman e George W. George ed il montaggio di Ray Connolly. L'Empire Magazine lo inserisce tra le cento stelle cinematografiche di tutti i tempi. James Byron Dean, dal poeta preferito di sua madre, ora riposa al Park Cemetery di Fairmount, nell'Indiana.

James Dean morì il 30 settembre 1955, a soli ventiquattro anni, sulla statale 46 (466 in quegli anni) in California. La causa fu un incidente stradale, una collisione con un altro veicolo, (che gli tagliò la strada, mentre per decenni si è lasciato pensare a James Dean come uno scapestrato e pericoloso guidatore, fonte documentario Sky) mentre lui stava guidando la sua Porsche 550 Spyder. La sua macchina in realtà portava il numero 130 ed era stata chiamata da lui stesso "Little Bastard"- (Piccola Bastarda).
Tra cronaca e leggenda sembra che la Porsche 550 Spider, l'auto storica di James Dean che lui stesso aveva ribattezzato “Piccola Bastarda”, racchiuda un mistero terrificante quanto una sorta di maledizione.
A bordo della vettura il giovane attore perse la vita trapassato dal piantone dello sterzo e, dopo la sua morte, l’auto non ha portato altro che sciagura a chiunque si avvicinasse. Dopo la morte di James la macchina fu acquistata da George Barris, famoso in tutto il mondo per le sue incredibili creazioni di “effetti” cinematografici. Mentre veniva rimorchiata da un camion si sganciò dai sostegni e spezzò una gamba ad un meccanico.
In seguito il motore della Piccola bastarda fu venduto ad un medico, pilota dilettante, che lo installò sulla sua auto da corsa. Durante una competizione il medico perso il controllo dell’autovettura, investì ed uccise uno degli addetti al controllo della gara. Il medico rimase gravemente ferito. Un altro pilota aveva montato sulla sua auto un semiasse proveniente sempre dalla storica Porsche ed ebbe un gravissimo incidente stradale. Un altro corridore utilizzò i suoi copertoni e rischiò di morire.

Si parla di altre morti imputate a parti meccaniche provenienti dalla macchina del divo, ma non tutte sono vere. I veri episodi possono essere verificati solo tramite i giornali dell’epoca. Mentre i pezzi del motore distribuiti tra diversi piloti provocavano morti e disgrazie, il corpo principale dell’auto “maledetta” giaceva silenzioso nel deposito di Barris. Qualcuno racconta che un ragazzino che si intrufolò all’interno dell’auto per rubare un pezzo, si tagliò un braccio sul telaio in un modo talmente grave che i medici furono costretti ad amputargli l’arto.
Successivamente la carrozzeria ed il telaio del Porsche, nonostante fossero solo rottami, furono utilizzati in una mostra viaggiante per una campagna sociale contro la velocità, per la sicurezza sulla strada a Los Angeles e in tutti gli Stati Uniti. Pagando 50 centesimi i visitatori potevano sedere al posto di guida e leggere una targa sulla quale era scritto “Questo incidente poteva essere evitato”. Avvalendosi della fama dell’attore e ponendo l’accento sul modo in cui era morto, si mirava a sensibilizzare i giovani d’America sui pericoli dell’eccesso di velocità. Una brillante iniziativa che la Porsche trasformò in un ‘circo delle disgrazie’ che nessuno avrebbe più dimenticato. A Sacramento il telaio dell’auto senza alcun preavviso si staccò fracassando l’anca di un visitatore. Alla tappa successiva della mostra il camion che trasportava i rottami contorti della Piccola bastarda fu tamponato violentemente. Nell’urto i portelloni si aprirono e l’auto slittò all’esterno travolgendo ed uccidendo un uomo a bordo di un’ altra auto che viaggiava dietro l’autoarticolato. Giunto nell’Oregon il freno a mano del camion si ruppe all’improvviso e il mezzo frantumò una enorme vetrina di un vicino negozio. L’ultimo episodio si verificò a New Orleans, dove senza alcuna causa apparente la Porsche si sfasciò in 11 pezzi. I sostegni sui quali poggiava la pedana, controllati accuratamente dagli addetti, avevano ceduto all’improvviso. Gli organizzatori della mostra itinerante decisero di rimandare i rottami a Los Angeles. L’auto fu caricata su un treno, ma non arrivò mai a destinazione. Sparì misteriosamente nel nulla. Convinto che fosse stata rubata da qualche collezionista, per ritrovarla Barris ingaggiò alcuni investigatori privati e fu promessa una taglia di un milione di dollari, ma non fu mai più ritrovata.

domenica 5 settembre 2010

Jack Nicholson

« Il modo migliore di perdere una cattiva abitudine è di sostituirla con una peggiore. »
(Jack Nicholson)

John Joseph Nicholson (Neptune, NJ, 22 aprile 1937) è un attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.
Jack Nicholson viene cresciuto da Ethel May (1899-1970), di origini olandesi e austera cattolica, dopo la disgregazione della sua famiglia dovuta all'abbandono del padre (Donald Nicholson) subito dopo la sua nascita. Scopre la verità sulla sua situazione famigliare da un giornalista a caccia di uno scoop molti anni dopo. L'artista, trentasettenne, infatti, riceve una telefonata da un invadente reporter del Time che, insistentemente, lo esorta a farsi raccontare dalla sorella Lorraine la verità sulla sua famiglia; in realtà, Ethel May, quella che credeva sua madre era invece la nonna, mentre June (1921-1963) non era sua sorella ma, bensì, sua madre che lo aveva concepito, illegittimamente, all'età di sedici anni con un immigrato italiano di nome Donald Furcillo. A diciassette anni decide di trasferirsi a Los Angeles, dove inizia la sua carriera nel mondo del cinema, partecipando ai corsi di arte drammatica di Jeff Corey, tenuti da Martin Landau. Nel frattempo incontra e stringe amicizia con diversi personaggi, tra i quali Dennis Hopper, Harry Dean Stanton e Roger Corman, il che gli permette di esordire sul grande schermo. Nel 1960, infatti, Corman dirige il film La piccola bottega degli orrori, scegliendo Nicholson tra gli interpreti.
Due anni dopo sposa Sandra Knight, conosciuta sul set de La vergine di cera di Roger Corman, dalla quale avrà la prima figlia Jennifer (oggi stilista), ma il loro matrimonio dura cinque anni, fino al 1967.

Il primo successo arriva nel 1969 con Easy Rider, un film-manifesto per quegli anni. La sua interpretazione di George Hanson, un avvocato alcolizzato in cerca di nuove emozioni, resa celebre da uno strampalato discorso sui Venusiani, ottiene una nomination all'Oscar come "miglior attore non protagonista". In Easy Rider, Nicholson lavorerà al fianco di Dennis Hopper attore, regista e co-sceneggiatore del film insieme a Peter Fonda.
Negli anni settanta non nasconde l'uso di stupefacenti, e si schiera politicamente contro la guerra del Vietnam, manifestando contro il governo statunitense. Nicholson, all'epoca, è infatti molto impegnato politicamente. Una passione, quella per la politica, che gli resterà anche negli anni a venire tanto che presenzierà, anni dopo, nel 1992, all'insediamento alla Casa Bianca del presidente Bill Clinton candidato dal partito democratico vincente dopo quindici anni di governo repubblicano.
Dopo Easy Rider la sua carriera viene lanciata improvvisamente, e diventa uno degli attori più richiesti ad Hollywood. Col successo ottenuto per l'interpretazione nel film infatti, Nicholson decise di proseguire la carriera di attore che in quel periodo voleva abbandonare per fare il regista. Il passo successivo vede Nicholson interpretare Robert Eroica Dupea in Cinque pezzi facili, interpretazione che gli vale una nomination


 per l'Oscar al miglior attore; poi, dopo esser stato diretto da Mike Nichols (regista de Il laureato) in Conoscenza carnale, è protagonista nel 1973 de L'ultima corvè, interpretazione che gli vale un'altra candidatura per Oscar al miglior attore. Nel 1974 Nicholson interpreta il detective Jake "J.J." Gittes, accanto a Faye Dunaway, diretto da Roman Polanski in uno dei massimi capolavori del regista: Chinatown; la parte gli permette di vincere un Golden Globe come miglior attore protagonista (e il film si aggiudica anche miglior film, regia e sceneggiatura, bissando i premi, ad eccezione del miglior film, ai Bafta Awards 1975), il film arriva così come super favorito agli Oscar dello stesso anno con ben undici nomination, tra cui miglior film, regia, attore, attrice, e sceneggiatura, ma la sorte vuole che tra Chinatown e la statuetta dorata si interponga

Il Padrino parte II, di Francis Ford Coppola che, pure essendo candidato in
meno categorie, riesce a strappare sei Oscar tra cui miglior film e regia; unico premio per Chinatown è la miglior sceneggiatura originale e Nicholson viene battuto da Art Carney in Harry e Tonto. L'anno seguente viene diretto da Michelangelo Antonioni in Professione: reporter e nello stesso anno, 1975, riesce finalmente a strappare all'Academy il premio Oscar come migliore attore protagonista per la straordinaria interpretazione di Randle Patrick McMurphy in Qualcuno volò sul nido del cuculo di Milos Forman che si aggiudica le cinque statuette più importanti (film, regia, attore, attrice e sceneggiatura non originale). Dopo il planetario successo del film, Nicholson è diretto da Elia Kazan in Gli ultimi fuochi e nel 1980 arriviamo ad una delle sue migliori interpretazioni di sempre: quella di Jack Torrance in Shining di Stanley Kubrick. Poi diretto da Warren Beatty in Reds (nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista)  finché non si arriva nel 1983 quando, diretto dall'amico James L. Brooks vince nuovamente il premio Oscar come miglior attore non protagonista per Voglia di tenerezza, film che si aggiudica anche miglior film, miglior regia e attrice. Nel 1989 interpreta lo psicopatico Joker nel film Batman di Tim Burton. Passano gli anni e le interpretazioni dell'attore sono sempre di altissimo livello, ciò dimostrato dai numerosi premi e nomination al premio oscar che riceve (L'onore dei Prizzi, Ironweed e Codice d'onore). Poi nel 1997 viene nuovamente diretto da James L. Brooks, questa volta però come protagonista, in Qualcosa è cambiato, dove vince per la terza volta (record assoluto) il premio oscar.

Nel 1997, dopo l'oscar e il successo, forse stanco, decide di allontanarsi dalle scene per un po' di tempo. Ritorna nel 2001 con La promessa, diretto da Sean Penn, dove offre una buona prova, in un cast pieno zeppo di celeberrimi attori tra i quali Benicio del Toro, Patricia Clarkson, Aaron Eckhart, Helen Mirren e tanti altri. L'anno successivo è lo straordinario protagonista di A proposito di Schmidt, dove la parte di Warren Schmidt, letteralmente disegnata su Nicholson, gli permette un'altra volta di arrivare super favorito ai Golden Globes (che vince) e agli oscar dove trova però alcuni monumenti del cinema come Daniel Day-Lewis e Michael Caine; a sorpresa vince Adrien Brody protagonista de Il pianista di Roman Polanski. L'anno dopo è protagonista di due simpaticissime commedie: Terapia d'urto di Peter Segal accanto ad Adam Sandler e Tutto può succedere di Nancy Meyers accanto a Diane Keaton. Per un paio d'anni si riposa per poi tornare nel 2006, collaborando per la prima volta con Martin Scorsese, per The Departed, dove interpreta un pazzo e luciferino boss di origine irlandese braccato dalla polizia: Frank Costello (non l'omonimo boss esistito, ma un personaggio che si ispira a James J. Bulger).Grazie a questa sua ennesima straordinaria performance vince nel 2007 il premio IOMA come migliore attore non protagonista. Nel film Non è mai troppo tardi (2007) interpreta la parte di un vecchio e sarcastico miliardario Edward Cole, scopertosi malato terminale di cancro, dove ha per compagno di stanza d'ospedale Morgan Freeman, anch'egli malato terminale di cancro.
 
Non si possono non segnalare alcuni film di Jack Nicholson che sono delle splendide interpretazioni e dimostrano che l'attore americano è uno dei più grandi con Robert De Niro del cinema mondiale.
Un posto tranquillo (1971), un film drammatico di Henry Jaglom con Orson Welles; e il terzo film con il regista Bob Rafelson (1972), il drammatico Il re dei giardini di Marvin
con Bruce Dern.
Nel 1976 gira prima con Arthur Penn un film western moderno, senza eroi Missouri con Marlon Brando e con quello che sarà l'ultimo film di Elia Kazan, Gli ultimi fuochi, un'icona drammatico-sentimentale sul cinema di Hollywood con Robert De Niro, Robert Michium, Tony Curtis, Jeanne Moreau, Angelica Huston, David Pleasence, Dana Andrew e Ray Milland.
 
Ancora con Bob Rafelson firmano una pellicola incredibile che è diventato un cult movie, Il postino suona sempre due volte (1981) con la splendida Jessica Lange. Nel 1986 gira una commedia con la regia di Mike Nicols, Heart Bern-Affari di cuore con Meryl Streep, Jeff Daniels e Kevis Spaces e l'anno successivo Le streghe di Eastwich, una commedia tratta dal romanzo di John Updik di George Miller con Cher, Susan Sarandon e Michelle Pfeiffer. Dirige e interpreta un thriller, sequel di Chinatown, Il grande inganno (1990) con Harvey Keitel e Eli Wallach. Nel 1992 gira La gatta e la volpe, una commedia diretta da Bob Rafelson con Ellen Birkin e Codice d'onore di Bob Reiner, un film sulla corte marziale con Tom Cruise, Demi Moore e Kevin Bacon. Con Mike Nicols realizza un'altra icona e un'altra magnifica interpretazione con l'horror Wolf-La belva è fuori con Michelle Pfeiffer e Christopher Plummer.
E per finire una pellicola nera, una parodia della fantascienza anni cinquanta, Mars Attack!(1996) di Tim Burton con Glenn Close, Pierce Brosnan, Michael J. Fox e Rod Steiger. 
Nel 1996, la rivista inglese Empire lo classifica al sesto posto tra i migliori attori del secolo scorso.

Tutte le volte che ha vinto il premio oscar, la sua spalla femminile protagonista l'ha vinto: nel 1976 Louise Fletcher per Qualcuno volò sul nido del cuculo, nel 1984 Shirley MacLaine per Voglia di tenerezza e nel 1998 Helen Hunt per Qualcosa è cambiato.
È l'attore che ha ricevuto più nomination al premio oscar: ben dodici (otto come attore protagonista, quattro per non protagonista).
È l'unico attore ad aver vinto tre premi oscar. Solo Walter Brennan ha ricevuto così tanti premi, ma solo nella categoria di attore non protagonista.
Insieme a Michael Caine e a Paul Newman è l'unico attore ad esser stato nominato ai premi oscar per film prodotti in cinque decenni; per quanto riguarda Nicholson gli anni sessanta, settanta, ottanta, novanta e duemila. Nel 2010 tornerà sul grande schermo recitando in How Do You Know, sotto la regia di James L. Brooks.

 Jack Nicholson è un sostenitore del Partito Democratico statunitense[1], e per le presidenziali del 2008 ha appoggiato la candidatura di Hillary Clinton. È uno sfegatato tifoso dei Los Angeles Lakers, squadra di basket dell'NBA e dei New York Yankees, squadra di baseball dell'MLB. Noto e instancabile playboy, ha avuto una lunga relazione con l'attrice Anjelica Huston, iniziata negli anni settanta e terminata nei primi anni novanta quando la Huston stessa scoprì che Nicholson stava per avere un figlio da un'altra donna, Rebecca Broussard, dalla quale poi, di fatto, avrà Lorraine (1990) e Raymond (1992). È lo storico vicino di casa di Marlon Brando, nonché acquirente (e successivamente venditore) della proprietà di Brando dopo la sua morte.

Leonardo Di Caprio

Leonardo Wilhelm DiCaprio (Los Angeles, 11 novembre 1974) è un attore statunitense di origine italiana e tedesca. È giunto alla fama mondiale alla fine degli anni novanta grazie al suo ruolo nel film Titanic, e ultimamente ha lavorato principalmente con Martin Scorsese, con cui ha stretto un ottimo sodalizio professionale dal 2002
Salvo nuove stelle nascenti o nuove stelle che arriveranno e si imporranno, Leonardo DiCaprio è uno degli ultimi pochi attori che condivide qualcosa con i suoi personaggi. Per esempio, la vena romantica da solitario bohémien che aleggia anche attorno al suo nome, alla sua storia e alla sua carriera. Interprete e antistar (famosissimo per i suoi celebri rifiuti cinematografici), ha seguito, nel suo percorso professionale, una linea ideale da ribelle senza causa che secondo alcuni parte da James Dean e arriva fino a River Phoenix, correggendo il tiro in un secondo momento e proponendosi come un attore adulto che ha lasciato alle spalle i periodi di sbandamento dove veniva etichettato come un tossicodipendente sessualmente ambiguo. Caratteristica comune anche a Johnny Depp, fra l'altro! Volto da bravo ragazzo, fronte ampia, corpo non muscoloso – anzi piuttosto rotondetto – Leonardo DiCaprio è la Star con la S maiuscola che deve la sua fama e la creazione del suo mito principalmente al suo unico e grande successo Titanic, dove indimenticabile cinge i fianchi di Kate Winslet sulla pura del transatlantico più sfigato della storia del mondo, sotto le note di "My heart will go on" di Celine Dion. Prima di quello, solo opere a basso/medio costo, dove per esempio decantava, vestito da cavaliere medievale, versi shakespeariani a una angelica Giulietta/Claire Danes di turno, a un party in maschera. Nel periodo post Titanic, cerca un autore di riferimento, passando dallo sperimentale Danny Boyle al più pragmatico e bianco e nero Woody Allen. Ma quegli occhi, quello sguardo così intenso è rubato da un nome ben più pesante nella storia del cinema statunitense: Martin Scorsese.

Figlio di un editore di fumetti underground di origine italiana e di una casalinga tedesca, leggenda vuole che debba il suo nome al fatto che, ancora nel grembo materno, avesse scalciato proprio di fronte a un dipinto di Leonardo Da Vinci nella Galleria degli Uffizi, a Firenze. La donna, che era lì in vacanza, interpretò questo segno come la volontà del bambino di avere il nome del più grande artista del Rinascimento. E così fu! Negli anni seguenti alla sua nascita però, marito e moglie divorziarono e fu mamma DiCaprio a ottenere dal tribunale l'affidamento del bambino e a farlo crescere accanto a sua nonna a Echo Park, un quartiere di Los Angeles particolarmente conosciuto per l'alto tasso di traffico di stupefacenti. Attirato fin da bambino dalla telecamera, a soli 5 anni prende parte al suo show televisivo preferito "Romper Room" – che andava in onda dal 1953 – ma viene velocemente allontanatati dal programma per la sua maleducazione e i suoi comportamenti scorretti. A 10 anni, ha giù un agente che gli procura delle scritture per alcuni spot commerciali – come quello di "Milk" - e per pellicole educative del programma televisivo "Mickey's Safety Club". Amico d'infanzia di Tobey Maguire e Christopher Pettiet, frequenta prima il Los Angeles Center for Enriched Studies, poi John Marshall High School di Los Angeles i corsi di recitazione della Seeds Elementary School alla UCLA. I suoi primi ruoli sono soprattutto legati al piccolo schermo. Nel 1990, entra nella serie tv Fra nonni e nipoti che era diretta da Garry Buckman, Allan Arkush,
Matia Karrell e Betty Thomas, poi recita ne The New Lassie (1990) telefilm con Roddy McDowall. Non

 mancano nemmeno le soap operas nel suo curriculum. Partecipa, infatti, nel ruolo di un giovane Mason Capwell a Santa Barbara (1990) con Robin Wright Penn, passando da regista a regista per un numero imprecisato di episodi: da Rick Bennewitz a Norman Hall, da John Sedwick a Gordon Rigsby. È importante capire questo, perché da qui scaturisce la cattiva fama di Leonardo DiCaprio come un attore indisponente che mette a ferro e fuoco il set, così come le stanze d'albergo. Da questo continuo sbandamento nasce un suo modello di comportamento anti-hollywoodiano – poi riabbracciato in seguito – in cui, "credendosi dio in terra", che filtra le sceneggiature che gli proporranno poi, in base al regista che lo dirigerà.
Il debutto cinematografico avviene invece nel 1991, quando recita nel film horror di Pristine Peterson Critters 3. Non è un debutto eccellente, infatti torna immediatamente al piccolo schermo nel ruolo di un compagno di classe di Darlene ne Pappa e ciccia (1991), mitico telefilm che veniva trasmesso su Italia 1, anche se la sua popolarità comincia a gonfiarsi grazie a un altro telefilm: Genitori in blue jeans (1991-1992), dove nella stagione finale entra in scena con il personaggio di Luke Brower, teenager senzatetto che verrà accolto dalla famiglia statunitense Seaver come un figlio.
Già a quell'età dimostrava di essere un rubacuori. Biondissimo passa dalla sua compagna di classe Cecilia Garcia all'attrice Juliette Lewis. Senza contare un immenso stuolo di modelle: Kristen Zang, Vanessa Hayden, Kidada Jones, la mitica Gisele Bundchen e Bar Rafaeli. Vero seduttore si dice abbia avuto flirt con

 Demi Moore, Bobbie Brown, Emma Bunton, Karen Butler, Naomi Campbell, Mariah Carey, Helena Christensen, Linnea Dietrichson, Carmen Electra, Sara Foster, Vanessa Haydon, Bridget Hall, Natasha Henstridge, Paris Hilton, Kendra Jade, Kate Moss, Carla Paneka, Bijou Phillips, Alicia Silverstone, Alyssa Sourovoya e Amber Valletta. Il suo più grande peccato? Essere stato l'amante di Eva Herzigova e causa del suo divorzio dal marito.
Ma se in amore tutto va bene, lo stesso non si può dire della sua carriera. Nonostante tutta la buona volontà, le pellicole cui prende parte si rivelano flop clamorosi. Interpreta il ruolo del giovane ritardato Arnie ne Buon compleanno, Mr. Grape (1993) con Johnny Depp, affinando il personaggio con alcune visite nei centri educativi per handicappati, meritandosi fra l'altro una nomination all'Oscar e al Golden Globe come miglior attore non protagonista, poi si trasforma nell'anomalo adolescente, solitario e ipersensibile di Voglia di ricominciare (1993) con Robert De Niro che gli insegnerà il Metodo dell'Actor's Studios, facendogli passare ben tre settimane in compagnia di Tobias Wolff, autore del romanzo nonché alter ego del personaggio che doveva interpretare. Rifiuta il ruolo di Robin ne Batman Forever (1995) e prende invece il posto di River Phoenix, deceduto nel 1993, ne Poeti dall'inferno (1995). Sceglie di recitare accanto a Gene Hackman e Sharon Stone nel pessimo western Pronti a morire (1995) e torna assieme a De Niro, ma anche a Meryl Streep nel melodramma La stanza di Marvin (1996). Si respira aria di rinascita con Romeo + Giulietta di William Shakespeare (1996) per il quale ruolo di Romeo in versione pop vincerà l'Orso d'Argento al Festival di Berlino come miglior attore.

Considerato per il ruolo di James Dean in un film basato sulla sua vita, si vede offrire anche il ruolo di Dirk Diggler in Boogie Nights – L'altra Hollywood(1997), ma rifiuterà – lasciando il ruolo al suo amico Mark Wahlberg – per il ruolo di Jack ne Titanic (1997) di James Cameron.
Un successo di dimensioni planetarie per questo kolossal costato 200 miliardi di vecchie lire e ostinatamente inseguito dal visionario regista Cameron che con i suoi incassi al botteghino è balzato al primo posto nella classifica dei film più di successo nella storia del cinema. Amore e romanticismo investono il personaggio del pittore Jack, facendo di Leonardo DiCaprio l'idolo di tutti i teen-agers. Nasce la DiCaprio mania! L'attore risplende nello scontro con l'antagonista romantico Billy Zane e con la madre della sua amata interpretata da Frances Fisher (che vorrebbe per la figlia altolocata un matrimonio di interesse e non d'amore); rifulge accanto all'inaffondabile Molly Brown Kathy Bates che vede in quel ragazzo squattrinato se stessa; così come riluce accanto ad altri attori come Ioan Gruffudd e David Warner, ma ancora di più vive negli occhi di Gloria Stuart e di Kate Winslet, alias Rose. Undici Oscar, ma nessuno per DiCaprio che viene candidato ai Golden Globe, ma non vince e invece si porta a casa il premio più vicino al suo pubblico: l'MTV Movie Award come miglior attore protagonista.


Diventato grande amico di Kate Winslet, ma anche di Lukas Haas, Kevin Connolly e Vincent Gallo, è nel pieno della DiCaprio mania che l'attore denuncia la rivista PLAYGIRL per aver pubblicato delle sue fotografie di nudo frontale mentre si trovava in spiaggia con degli amici. Al di là di questo, si mette al servizio di Woody Allen nel sottovalutato Celebrity (1998) con Kenneth Branagh, dove fa addirittura il verso a se stesso e al suo mito di attore scalcinato e scavezzacollo, passando al più ordinario La maschera di ferro (1998) con Gérard Depardieu e John Malkovich, uscendone come un Razzie Award per la peggiore coppia del grande schermo (non per niente interpretava i due nobili gemelli del romanzo di Dumas). Stesso premio che ritirerà anche per The Beach (2000), ma nella categoria peggior attore. Altri guai sembrano attenderlo quando a Manhattan, lui e i suoi amici picchiano lo sceneggiatore e attore Roger Wilson, dopo che proprio DiCaprio aveva fatto della avances oscene alla fidanzata di questo, l'attrice Elizabeth Berkley. La corte d'appello lo rinvia a giudizio e il fatto non lo mette certo in luce a Hollywood che, dopo avergli proposto determinati ruoli, ritratta velocemente. Doveva essere sul set di American Psycho (2000), ma invece gli si privilegia Christian Bale; doveva recitare in Harvard Man (2001), ma per questioni di denaro viene scelto il più economico Adrian Grenier, stesse ragioni per cui si preferì Hayden Christensen per il ruolo di Anakin Skywalker nel secondo e nel terzo episodio della saga di Star Wars

Il fidanzamento con la Bundchen – finora il più longevo – sembrò fargli mettere la testa a posto e costringerlo a una pace forzata con Hollywood che lo premiò con il ruolo da protagonista nel film di Steven Spielberg Prova a prendermi (2001) con Tom Hanks e Christopher Walken, con una nuova candidatura ai Golden Globe. Rifiutato il ruolo di Peter Parker ne Spiderman (2002), stringe un importante sodalizio artistico con Martin Scorsese che lo impone accanto a Cameron Diaz e Daniel Day-Lewis in Gangs of New York (2002), l'esperienza è così esaltante che Scorsese lo rivorrà anche nel biografico film sul produttore cinematografico Howard Hughes The Aviator (2004), costringendolo a rifiutare il ruolo che andò a Michael Pitt in The Dreamers (2003) di Bernardo Bertolucci, ma premiandolo con una nomination all'Oscar e ai BAFTA come miglior attore protagonista, senza contare il Golden Globe e l'MTV Movie Award nella stessa categoria. Ma non finisce qui perché il regista italo-americano, nel pieno di una sua folgorazione artistica per l'attore – così come la ebbe per De Niro – lo accosta a Jack Nicholson in The Departed – Il bene e il male (2006), con tanto di nuova nomination ai BAFTA e ne Shutter Island (2009) con Max von Sydow.

Una nuova candidatura all'Oscar lo attente in Blood Diamond (2006), per il quale scarterà L'ombra del potere - The Good Sheperd (2006) e il progetto – poi naufragato – di Baz Luhrmann su Alessandro Magno, accettando invece di lavorare per Ridley Scott ne Body of Lies (2008). Ambientalista, dedica gran parte del suo denaro e del suo tempo libero ai viaggi in Sud America, dove si impegna per l'ecologia, realizzando documentari e promuovendo attraverso il proprio sito internet ufficiale la salvaguardia di piante e animali in via di estinzione. Oggi, è una super star planetaria. Un interprete non più giovane, ma intelligente e complesso che sceglie i suoi ruoli più per amore che per calcolo o vil denaro.
È stato oggetto del desiderio di tutti, Leo DiCaprio. Di donne in Pronti a morire, di uomini in Ritorno dal nulla e in Poeti dall'inferno. Sarà per quel volto innocente composto di angoli gentili, per quella fronte illuminata dai tramonti del Titanic, per quella abbassata del Re Sole (La maschera di ferro) o per quella corrugata nel bene e nel male (The Departed). Candido e privo di ambiguità, l'attore americano è stato all'alba della sua carriera l'interprete ideale del ruolo romantico e rassicurante. È stato l'anello di congiunzione tra etero e omosessualità. Senza sfumature, senza una vitalità dirompente da mettere in gioco, senza il dolore ardente di River Phoenix o la bellezza imperfetta di Matt Dillon. Poi un giorno ha acquistato un biglietto di terza classe, si è imbarcato su un transatlantico spettacolare, ha sostenuto l'amata sull'orlo dell'abisso e si è immerso nel profondo, riemergendo da una mare nero come inchiostro a nuova vita e a nuovo cinema. Quello esotico di Danny Boyle, quello in fuga di Spielberg, quello esaltato di Scott, quello esistenziale di Mendes e una, due e tre volte quello "meanstreets" di Scorsese. Dopo l'inabissamento e dopo gli occhi di Jack che dipinge gli occhi di Rose, DiCaprio contraddice coraggiosamente il suo fisico da eroe romantico scegliendo personaggi ambigui come il contrabbandiere di diamanti di Blood Diamond, sgradevoli come l'agente della CIA di Nessuna verità o ancora patologici come l'Howard Hughes di The Aviator, alternandoli ad altri decisamente più convenzionali. Perduto l'aspetto efebico e raggiunta la definizione sessuale, DiCaprio costruisce ruoli di luci e ombre attraverso una recitazione "naturale", vagamente nevrotizzata, che cerca la psicologia del

personaggio e che pretende una verità psicologica al personaggio. Lavorando all'interno e giocando sulle sfumature che spaziano dall'underplaying all'overplaying, l'attore che con una macchinetta in bocca urlava straziante l'altrove in Mr. Grape, ha sancito il commiato dagli adolescenti innamorati, dai poeti amanti, dai pittori di terza classe per abbracciare "quei bravi ragazzi" con la faccia d'angelo che compiono azioni cattive. Produce allora personaggi per cui la morale è un arnese obsoleto. Sollecita lo spettatore ad abitare la spaccatura esistenziale dell'agente infiltrato di un infernal affairs o la progressiva arcatura autodistruttiva di Howard Hughes, miliardario eccentrico, capitalista impavido, sognatore megalomane del Sogno Americano, metafora leggendaria di un destino di distruzione precipitato dal cielo sulla Mecca hollywoodiana. L'eterno adolescente si sbriglia nel titanismo ambizioso di Hughes e raggiunge la maturità sui marciapiedi di Boston, incoraggiato da Frank Costello (e da Martin Scorsese) a frequentare la luce chiara della legge e insieme il buio clandestino del crimine. Muovendosi nell'oscurità del non essere pienamente se stessi e nella normalità di un asfissiante sopportazione, DiCaprio guida fino alla Revolutionary Road. Sull'uscio di una casa a due piani lo aspettano April, Rose e Kate, sopravvissute al naufragio del Titanic e "affondate" nelle loro stanze. In una notte senza luna, in un giorno senza sole, in una vita senza Frank, Jack, Leo.

Dopo Jennifer Aniston e Sandra Bullock anche Leo DiCaprio ha ottenuto dal Tribunale un provvedimento restrittivo per una donna, Livia Bistriceanu, 41 anni, di Chicago. La donna da tempo ossessionava l'attore con lettere e tentativi di entrare in casa e nei suoi uffici. In queste lettere lo chiama "caro marito Leo'' e sostiene che l'attore sia il padre del suo bambino Jesus.

DiCaprio è fidanzato con la modella israeliana Bar Rafaeli con la quale ha passato le vacanze in Sardegna dove sono stati visti in alcuni club.